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Motori 2 min di lettura48 min fa

Qatar, il MotoGP si spacca: 16 piloti frenano sulla gara

A Phillip Island il confronto sulla sicurezza di Losail non ha prodotto una linea comune, ma ha riacceso il progetto di un’associazione indipendente dei piloti.

La trasferta in Qatar resta formalmente in programma, ma tra i piloti della MotoGP il consenso appare lontano. Il nodo è rappresentato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dalle conseguenze che il quadro mediorientale potrebbe avere sulla sicurezza del fine settimana di Losail.

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La maggioranza chiede più garanzie

Secondo le informazioni raccolte nel paddock, 16 dei 22 piloti sarebbero oggi contrari a correre nelle condizioni attuali. Tra questi figurerebbero Marc Marquez, Alex Marquez, Fabio Quartararo, Alex Rins e Jack Miller. Marc Marquez, già nei giorni precedenti, aveva scelto di non esprimersi pubblicamente sulla vicenda.

La riunione è stata convocata direttamente dai piloti, senza la partecipazione degli organizzatori del campionato. Il confronto ha segnato un tono più dialogante rispetto al rifiuto espresso da alcuni concorrenti in Indonesia, ma non ha cancellato le divisioni: anche tra i favorevoli e i contrari ci sarebbero posizioni disponibili a cambiare idea in presenza di garanzie ritenute sufficienti.

I quattro piloti Aprilia, secondo quanto ricostruito, sarebbero invece orientati a disputare il Gran Premio. Per ora, comunque, non è stata comunicata alcuna modifica ufficiale al calendario. La Formula 1 ha confermato l’intenzione di correre in Qatar e ad Abu Dhabi, anche se quei due appuntamenti sono previsti tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, circa un mese dopo l’eventuale gara della MotoGP.


Bezzecchi apre, Martin resta dubbioso

Marco Bezzecchi ha descritto l’incontro come un momento utile per parlarsi con maturità, pur ammettendo che un accordo totale fosse improbabile. «Mettere tutti d'accordo credo sia impossibile, ma è stata una riunione costruttiva», ha spiegato il pilota Aprilia, sottolineando che il confronto è servito soprattutto ai protagonisti della griglia e non ha prodotto un’intesa generale.

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Jorge Martin ha adottato un tono più prudente. Pur riconoscendo che la protezione di piloti e addetti ai lavori debba essere la priorità, non ha individuato effetti concreti dopo la discussione: «Sinceramente non ho avuto la sensazione che sia cambiato nulla». La questione, quindi, rimane ancora senza una soluzione condivisa.


Bagnaia rilancia il sindacato

A Phillip Island è tornata d’attualità anche l’ipotesi di creare una struttura comune per rappresentare i piloti nelle decisioni sulla sicurezza. Pecco Bagnaia ha ricordato che un progetto simile era stato avviato nel 2023 e ha indicato come possibile strada la scelta di una figura indipendente, esterna al mondo delle corse e senza interessi di parte.

Per il pilota Ducati, una rappresentanza organizzata permetterebbe alla griglia di avere maggiore influenza nei momenti più delicati. La proposta dovrà ora trovare una persona capace di parlare a nome di tutti, mentre sul Gran Premio del Qatar resta aperto il confronto sulle garanzie necessarie per autorizzare la partenza.

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