Polestar 4, la velocità cambia anche chi guida: cosa rivela lo studio
Un test condotto con l’Università di Oxford ha misurato non solo i dati delle vetture, ma anche attenzione, stress e percezione dei conducenti.
La prestazione di un’auto non si esaurisce nei numeri del cronometro. A bordo di due versioni della Polestar 4, dodici persone hanno sperimentato quanto accelerazione, comportamento in curva e risposta della vettura possano modificare attenzione, concentrazione e fiducia al volante.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Quando il conducente diventa il parametro
Durante le prove più dinamiche, i partecipanti hanno mostrato reazioni fisiologiche diverse rispetto alla guida rilassata. Il battito, il movimento degli occhi e la frequenza degli ammiccamenti sono stati analizzati insieme alle sensazioni riferite dopo l’esperienza.
In particolare, nelle fasi più impegnative lo sguardo è rimasto fermo più a lungo, le pupille si sono dilatate maggiormente e gli ammiccamenti sono diminuiti. Le interviste hanno aggiunto un elemento soggettivo: per i partecipanti contavano anche la percezione di controllo, la sicurezza trasmessa dall’auto e l’attenzione necessaria per gestirla.
Un conducente ha riassunto questa sensazione descrivendo la vettura come qualcosa di simile a una montagna russa, ma sotto controllo. Un altro ha osservato che l’auto “ti fa sentire un guidatore migliore di quanto tu sia realmente”.
La versione più potente convince di più
L’indagine, realizzata dall’SDG Impact Lab dell’Università di Oxford con Polestar, si è svolta sul circuito svedese Gotland Ring. I ricercatori hanno incrociato dati telemetrici, rilevazioni della frequenza cardiaca, analisi dei movimenti oculari, questionari psicologici e colloqui, mettendo a confronto la Polestar 4 Rear Motor e la Dual Motor con Performance Pack.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La seconda, con 400 kW (544 CV) contro i 200 kW (272 CV) della Rear Motor, ha raggiunto un’accelerazione massima superiore del 32%. Sul tracciato ha inoltre richiesto il 15% di sforzo in meno al volante, sviluppato forze laterali più elevate nelle curve e prodotto un numero maggiore di accelerazioni intense.
Anche i giudizi raccolti dai dodici conducenti hanno premiato la configurazione più potente. Nella scala dedicata a prestazioni e dinamica ha ottenuto 89,2 punti su 100, mentre la Rear Motor si è fermata a 67,7; per la qualità complessiva dell’esperienza i punteggi sono stati rispettivamente 93,0 e 77,9.
Essendo una ricerca pilota basata su un gruppo ristretto di partecipanti, i risultati non possono ancora essere considerati definitivi. Serviranno ulteriori verifiche per capire quanto queste relazioni tra dati tecnici, risposte fisiologiche e percezione della guida siano riproducibili.
Continua a leggere
Lambretta J125, 13,1 CV e 360 km: la sfida alla Vespa
Il nuovo scooter Lambretta aggiorna motore, ciclistica e dotazione con un propulsore a liquido e una velocità massima dichiarata di 99 km/h.
Antonelli come Lauda? Il paragone di Piero Ferrari scuote la F1
Il vicepresidente della Ferrari ha esaltato la maturità del giovane italiano della Mercedes, già vicino alla conquista del campionato del mondo.
Dallara Stradale, il trionfo a Villa La Massa 2026
La supercar emiliana conquista il riconoscimento principale dell’evento, mentre attira l’attenzione anche la singolare Jaguar F-Type legata a Jeremy Clarkson.
20 tonnellate d’alluminio per una Veyron irripetibile
La Grand Sport Vitesse realizzata in alluminio è un esemplare unico, riconosciuto ufficialmente dalla casa automobilistica.