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Motori 4 min di lettura5 ore fa

Phillip Island, l’ultimo giro: dal 2027 il GP trasloca ad Adelaide

Il circuito australiano, celebre per le sue curve sul mare e per i trionfi di Gardner, Doohan, Rossi e Stoner, perderà il Gran Premio dopo una storia lunga quasi un secolo.

Vento, oceano e velocità hanno reso Phillip Island uno dei luoghi più riconoscibili del motociclismo mondiale. Il tracciato misura 4.448 metri e comprende 12 curve, elementi che negli anni hanno esaltato i piloti più spettacolari e trasformato ogni gara in un appuntamento speciale. Dal 2027, però, il Gran Premio d'Australia cambierà scenario e si sposterà ad Adelaide.

A Phillip Island hanno lasciato il segno Wayne Gardner, Mick Doohan, Valentino Rossi e Casey Stoner. L'australiano, in particolare, ha conquistato sei successi consecutivi tra il 2007 e il 2012, prima con Ducati e poi con Honda, grazie alla sua straordinaria capacità di affrontare le pieghe rapidissime del circuito.

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Il fascino nasce dalle curve sul mare

La pista non deve la propria fama soltanto all'albo d'oro. Il suo percorso, affacciato sull'oceano e spesso esposto a vento e condizioni mutevoli, ha mantenuto un carattere particolare anche dopo gli interventi necessari per adeguarlo alle competizioni internazionali.

Nel corso degli anni il pubblico ha assistito a sfide rimaste nella memoria. Tra queste ci sono il duello del 2015 tra Marc Márquez, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Andrea Iannone, il successo di Álex Rins nel 2022 e la prima vittoria in MotoGP di Johann Zarco, arrivata nel 2023.


Un addio deciso dal calendario

Il trasferimento ad Adelaide segnerà una nuova svolta. La MotoGP tornerà così in un contesto cittadino, una soluzione che richiama paradossalmente le origini delle corse a Phillip Island, quando le competizioni si svolgevano sulle strade dell'isola.

Il rapporto con il Motomondiale, iniziato nel 1989, non è stato sempre continuo. Dopo l'edizione inaugurale e il ritorno del 1997, l'unica interruzione successiva è arrivata nel 2020 e nel 2021, quando la pandemia ha impedito lo svolgimento del Gran Premio.


I campioni che hanno scritto la storia

Nel 1998 Mick Doohan vinse la gara davanti al pubblico australiano e celebrò anche il quinto titolo iridato consecutivo. Tre anni più tardi fu Valentino Rossi a conquistare sul circuito il campionato della 500, superando Max Biaggi sul traguardo con un margine di appena 13 millesimi.

Il pilota italiano riuscì poi a imporsi per cinque edizioni consecutive, dal 2001 al 2005. Nel 2004 Phillip Island fu anche il teatro della sua prima festa mondiale con Yamaha, mentre Casey Stoner avrebbe costruito la propria serie vincente tra il 2007 e il 2012.


Dalle strade sterrate al mondiale

La storia del luogo cominciò negli anni Venti, quando Phillip Island era una comunità rurale separata dalla terraferma e raggiungibile soltanto via traghetto. Agricoltura, attività marittime e turismo sostenevano l'economia locale, con Cowes meta di visitatori attratti dalle spiagge e dalla tranquillità.

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Le gare motociclistiche apparvero anche come un'opportunità per aumentare gli arrivi e sostenere le attività dell'isola. Nel 1924 lo Stato di Victoria aveva proibito le competizioni sulle strade pubbliche; tra il 1927 e il 1928, con la nascita della Shire of Phillip Island, gli amministratori locali favorirono invece l'organizzazione di eventi sui percorsi sterrati.


Una pista più volte risorta

Nel 1928 automobili e motociclette cominciarono a sfidarsi su tracciati lunghi fino a una ventina di chilometri, tra fango, sabbia e protezioni molto lontane dagli standard odierni. I rinvii causati dalle piogge resero presto evidente la necessità di costruire un autodromo stabile.

All'inizio degli anni Cinquanta nacque il Phillip Island Auto Racing Club. Nel 1952 furono acquistati circa 120 ettari, ma il progetto dovette affrontare risorse limitate, drenaggio insufficiente e precipitazioni continue. L'apertura arrivò il 15 dicembre 1956, ancora sotto un acquazzone, ma nel 1962 il deterioramento dell'asfalto impose la chiusura.


Il ritorno tra debiti e rinascite

Le competizioni previste per il 1963 furono trasferite altrove e il circuito venne progressivamente invaso dalla vegetazione. Nel 1964 Len Lukey, ex pilota e imprenditore, rilevò la proprietà, raggiunse un'intesa con i creditori e concesse l'impianto al Phillip Island Auto Racing Club per una sterlina all'anno, a patto che venissero organizzati almeno quattro eventi annuali per dieci anni.

Il fondo fu rifatto, il sistema di drenaggio migliorato e le strutture sistemate. Una tempesta danneggiò però i lavori appena completati, allungando ancora i tempi. La riapertura avvenne il 22 ottobre 1967 davanti a circa 15.000 persone, ma negli anni Settanta l'asfalto tornò a cedere e nel 1978 si disputarono le ultime gare motociclistiche di quella fase.


Il salto verso il Motomondiale

Un nuovo gruppo di investitori rilevò l'impianto nel 1985, mentre in Australia cresceva l'entusiasmo per il motociclismo grazie anche ai risultati di Wayne Gardner, campione del mondo della 500 nel 1987. L'idea di riportare sull'isola il massimo campionato smise così di sembrare irrealistica.

Fergus Cameron e Bob Barnard misero insieme le risorse necessarie e, nel febbraio 1988, la FIM assegnò a Phillip Island il Gran Premio d'Australia del 1989. Il circuito venne rinnovato con investimenti milionari, senza cancellarne l'identità, e il 9 aprile di quell'anno accolse circa 92.000 spettatori.

La gara della 500 si concluse con il successo di Gardner su Wayne Rainey per 35 centesimi di secondo, al termine di una sfida che coinvolse anche Christian Sarron e Kevin Magee. Nel 1990 Gardner vinse ancora, questa volta davanti a Mick Doohan, ma dal 1991 il Gran Premio venne trasferito a Eastern Creek, nei pressi di Sydney. Il ritorno definitivo a Phillip Island sarebbe arrivato nel 1997: ora, dal 2027, la storia del circuito con il Motomondiale entrerà in una nuova fase ad Adelaide.

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