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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Phillip Island, la gara si ferma: il vincolo dei 60 minuti

La pioggia non è stata l’unico ostacolo: senza una finestra di volo sicura e con l’ospedale distante, correre era impossibile.

A Phillip Island il Gran Premio d’Australia è stato cancellato prima ancora che la pista diventasse l’unico problema. La decisione ha coinvolto l’intero programma della giornata, dalla MotoGP alle gare di Moto2 e Moto3, compresa la sessione di riscaldamento.

Il punto decisivo riguardava la possibilità di soccorrere rapidamente un pilota in caso di incidente. Con l’elicottero medico condizionato dalla scarsa visibilità e senza un percorso stradale abbastanza rapido verso l’ospedale, gli organizzatori non hanno potuto garantire gli standard di sicurezza richiesti.

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L’elicottero decide il via

Il regolamento prevede una finestra meteorologica di 60 minuti per consentire il decollo del mezzo sanitario. Le condizioni devono essere favorevoli sia a Phillip Island sia nell’area di Melbourne: il via libera è indispensabile da entrambe le località prima di autorizzare la gara.

Graham Webb, direttore di gara della MotoGP, ha spiegato il motivo della scelta: «C’è una limitazione per il volo dell’elicottero medico. C’è brutto tempo sia a Melbourne che a Phillip Island e bisogna avere il via libera da entrambe le sedi». Secondo Webb, quel margine temporale serve ad assicurare il trasferimento tempestivo del pilota in ospedale.

La pioggia intensa prevista per la domenica si è quindi trasformata in un ostacolo operativo, non soltanto in un problema di aderenza sull’asfalto. La MotoGP aveva già messo in conto un peggioramento progressivo del meteo dall’arrivo sull’isola, ma l’evoluzione delle condizioni ha reso impraticabile ogni attività in pista.

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L’ambulanza non era un’alternativa

In diversi circuiti, l’assenza dell’elicottero può essere compensata da un trasporto in ambulanza lungo la rete stradale. A Phillip Island, però, questa soluzione non rispettava il limite previsto per raggiungere un presidio ospedaliero adeguato.

Webb ha chiarito che il tragitto avrebbe richiesto più di 45 minuti: «Sfortunatamente, dato che la distanza dall’ospedale superava i 45 minuti, qua dobbiamo appoggiarci solamente all’elicottero e dunque dipendiamo dalle condizioni meteo». Nella maggior parte delle altre sedi il trasferimento via strada resta possibile entro quel tempo, mentre sull’isola australiana la distanza ha escluso anche questa procedura.

Il combinarsi di pioggia, visibilità insufficiente e isolamento logistico ha portato così alla cancellazione del Gran Premio d’Australia. Non è stata l’acqua presente sul circuito, presa da sola, a determinare lo stop, bensì l’impossibilità di assicurare un’evacuazione medica rapida in caso di emergenza.

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