Petrucci, la vittoria più grande non è in pista: «L’affetto resta»
Dopo la gara di Jerez il pilota ternano ha ripercorso una carriera vissuta tra MotoGP e Superbike, spiegando perché il legame con il pubblico vale più di un titolo mondiale.
Danilo Petrucci ha concluso la giornata di Jerez con gli occhi lucidi e un’emozione difficile da contenere. Il risultato sportivo è passato quasi in secondo piano rispetto all’abbraccio ricevuto da meccanici, piloti e addetti ai lavori, accorsi a salutarlo lungo la corsia dei box.
Il pilota ternano ha raccontato di aver impiegato circa un’ora per attraversare quella zona del circuito: da quasi ogni box qualcuno usciva per stringergli la mano, abbracciarlo o rivolgergli un saluto. Per Petrucci, quel momento ha avuto un valore persino superiore a una vittoria ottenuta al Mugello o alla Dakar.
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Jerez riaccende tutti i ricordi
La commozione è arrivata già durante l’ultimo giro, quando nella mente del pilota sono passati quindici anni trascorsi ai massimi livelli del motociclismo mondiale. Petrucci ha ripensato alle esperienze con Ducati e KTM in MotoGP e al percorso compiuto con BMW in Superbike, tre grandi realtà europee delle due ruote con cui ha avuto l’opportunità di lavorare.
«Quando sono molto contento mi metto a piangere», ha raccontato dopo la gara. Il pilota ha definito straordinario il proprio cammino e ha ammesso il rammarico per non aver centrato, nell’ultima stagione con BMW, gli obiettivi fissati insieme alla squadra.
Nonostante il risultato mancato, Petrucci ha sottolineato il valore delle persone incontrate nel corso degli anni. A suo giudizio, il sostegno ricevuto nei diversi team rappresenta uno dei traguardi più importanti della sua carriera, forse più significativo di molti risultati ottenuti in pista.
Il pubblico vale più di un trofeo
Il rapporto con i tifosi è diventato il centro del suo bilancio personale. Petrucci ha paragonato il lavoro di un pilota a quello di un musicista: il successo più completo arriva quando ciò che si fa riesce a creare un’emozione condivisa con il pubblico.
«L’affetto delle persone che ti seguono non si può comprare», ha detto ripensando all’accoglienza ricevuta a Jerez. La sua soddisfazione, ha spiegato, nasce dall’aver lasciato qualcosa dentro chi lo ha sostenuto, anche grazie a un’immagine sempre vicina alla gente e lontana da atteggiamenti costruiti.
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Il sogno di diventare campione del mondo, invece, non si è realizzato. Dopo la MotoGP, il passaggio negli Stati Uniti e l’arrivo in Superbike erano stati accompagnati dalla speranza di conquistare il titolo: nel 2025 Petrucci era arrivato a occupare il terzo posto in classifica, senza però riuscire a completare la rimonta.
BMW resta una scelta confermata
La mancata conquista del mondiale non ha cambiato il giudizio sulla decisione di approdare a BMW. Petrucci ha spiegato che quella casa era sempre stata il suo obiettivo in Superbike e che, potendo tornare indietro, la sceglierebbe ancora senza esitazioni.
Il pilota ha ricordato anche le proprie origini, nelle campagne di Terni, e il percorso iniziato senza manager, sponsor né esperienza. Da quel punto di partenza è arrivato a competere per alcune delle principali case motociclistiche, raccogliendo almeno una vittoria in ogni categoria affrontata: un risultato che considera una ricompensa per il titolo mondiale mai conquistato.
Sul piano delle trattative economiche, Petrucci ha dato ragione al manager Alberto Vergani, che spesso lo rimprovera per la scarsa durezza nei negoziati con squadre e costruttori. La ragione, secondo il pilota, è semplice: correrebbe anche senza guadagno, perché si considera prima di tutto un appassionato di motociclismo.
Il futuro è ancora da scrivere
Non è ancora chiaro dove proseguirà la sua attività. Petrucci non ha escluso un nuovo campionato, ma non ha indicato né una categoria né una destinazione precisa. Dopo l’addio alla MotoGP, annunciato a Valencia nel 2021, temeva che la sua storia agonistica fosse arrivata al termine; in seguito, invece, ha continuato a correre e a vivere esperienze diverse.
«La vittoria più bella l’ho già ottenuta: sono riuscito a emozionare le persone e a sentire il loro affetto», ha spiegato. Il prossimo capitolo resta quindi aperto, ma il bilancio del pilota è già segnato dalla consapevolezza di aver costruito un legame speciale con chi lo ha seguito.
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