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Motori 3 min di lettura2 ore fa

Pavé in moto, il dettaglio che può evitare una caduta

Tra vibrazioni, binari e pietre bagnate, il selciato urbano richiede controlli accurati, traiettorie pulite e comandi molto progressivi.

Sul pavé le vibrazioni non mettono alla prova soltanto chi guida, ma anche la moto. Prima di affrontare un tratto sconnesso è quindi importante verificare che bulloni e supporti siano ben stretti, soprattutto quelli di specchietti, paramani e targa: il continuo scuotimento può allentarli più rapidamente rispetto alla marcia sull’asfalto autostradale.

Anche la distanza dagli altri veicoli va aumentata. È consigliabile mantenerne una doppia rispetto a quella normalmente adottata sull’asfalto, perché sul selciato lo spazio necessario per fermarsi può crescere sensibilmente se l’auto davanti rallenta all’improvviso.

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Sul selciato serve controllo

Il pavé cittadino può diventare particolarmente insidioso quando è umido: le pietre sono spesso irregolari, consumate o ricoperte da una patina scivolosa. In questo contesto la velocità ridotta non basta; occorre mantenere una concentrazione costante e considerare ogni tratto come una superficie con aderenza limitata.

La moto va accompagnata senza irrigidire le braccia. Una presa troppo forte sul manubrio trasferisce alle mani e ai polsi ogni colpo prodotto dalle pietre; è preferibile lasciare che gomiti e ginocchia assorbano le oscillazioni. Quando il fondo è molto sconnesso, le ginocchia vanno strette al serbatoio, così il corpo contribuisce a mantenere più stabile l’insieme.


Traiettorie e comandi delicati

La scelta del passaggio è decisiva. Le zone più scure e brillanti possono essere state levigate dal transito dei veicoli e diventare difficili da gestire, soprattutto durante una frenata. Vanno inoltre evitate le strisce scure al centro della carreggiata: olio e carburante possono depositarsi nelle fughe tra le pietre, creando punti di scarsa aderenza.

Meglio cercare porzioni in cui il selciato appare meno consumato e mantenere una linea regolare. Frenate improvvise, cambi di direzione bruschi e accelerazioni aggressive aumentano il rischio di perdere l’equilibrio; la guida deve invece essere fluida e priva di movimenti repentini.

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Freni, gas e ostacoli metallici

Sul pavé il freno anteriore va utilizzato con particolare gradualità. Un intervento deciso può provocare il bloccaggio della ruota, soprattutto se la moto non dispone di un sistema antibloccaggio di ultima generazione calibrato per fondi a bassa aderenza. Il freno posteriore può aiutare a mantenere l’assetto, mentre sull’anteriore è meglio intervenire con pressioni brevi, interrompendole immediatamente se la gomma accenna a scivolare.

Anche l’acceleratore richiede precisione: una risposta troppo brusca può far pattinare il pneumatico posteriore. Se la ruota perde trazione, l’impiego di una marcia più alta del consueto riduce il regime del motore e rende la spinta meno irregolare.

Binari del tram, giunti e tombini metallici aggiungono un’ulteriore insidia. Questi elementi devono essere attraversati il più possibile ad angolo retto, mai obliquamente: preso di traverso, il pneumatico può infilarsi nella scanalatura e perdere la direzione.


Pneumatici pronti alla città

La pressione delle gomme non dovrebbe essere eccessiva quando si percorrono tratti di pavé. Una regolazione leggermente inferiore, sempre entro i valori indicati dal costruttore, consente alla carcassa di adattarsi meglio alle irregolarità e può aumentare la superficie di contatto con il terreno.

Questa scelta non sostituisce una guida prudente. Sul selciato è necessario mantenere margine per le frenate, evitare sorpassi o inversioni improvvise e controllare con regolarità che le vibrazioni non abbiano compromesso il serraggio dei componenti della moto.

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