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Motori 4 min di lettura2 ore fa

Panigale V4 2027, la sorpresa è la flessibilità: Ducati sfida il cronometro

La nuova superbike di Borgo Panigale arriverà nel 2027 con più efficacia in pista, una ciclistica rivista e possibilità di personalizzazione mai viste sulla V4 S.

La nuova Ducati Panigale V4 2027 sarà disponibile nelle concessionarie europee da marzo 2027, mentre il debutto davanti al pubblico italiano è atteso a EICMA 2026. I prezzi devono ancora essere annunciati, ma la V4 S introduce già una novità importante: sarà la prima Panigale inserita nel programma Ducati Factory Made, con allestimenti personalizzabili direttamente in fabbrica.

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La V4 S entra nel mondo su misura

Il programma consente di scegliere tra 11 tinte, comprese cinque colorazioni appartenenti al catalogo Ad Personam di Lamborghini. Tra queste figurano Arancio Xanto e Viola Pasifae, affiancate dalle livree Corse e Performance. A Borgo Panigale potranno inoltre essere installati componenti omologati come i pacchetti Front Brake PRO e PRO+, la frizione a secco STM e le pedane regolabili.

La versione più ricca mantiene le sospensioni elettroniche Öhlins con forcella NPX-30, monoammortizzatore TTX 36 e ammortizzatore di sterzo, tutti gestiti dal sistema Smart EC 3.0. Completano la dotazione i cerchi forgiati e la batteria al litio: il peso in ordine di marcia, senza carburante, è di 187 kg.


Il cronometro premia la nuova filosofia

Il risultato più significativo non riguarda i 2 CV aggiuntivi, ma il comportamento sul circuito. Secondo Ducati, a Vallelunga la Panigale V4 2027 completa il giro con un vantaggio di 4 decimi rispetto alla versione 2025. Alcune delle soluzioni adottate erano già state sperimentate nella Lenovo Race of Champions, dove Nicolò Bulega aveva conquistato la pole migliorando di 7 decimi il precedente primato.

Anche la trasmissione contribuisce al progresso. Il rapporto finale passa da 16/41 a 17/42, una modifica che porta la velocità massima a crescere di 12 km/h e riduce di due il numero delle cambiate necessarie in ogni tornata a Vallelunga. Il pilota può così dedicare più attenzione alle traiettorie e alla gestione della frenata.


Più spinta dove serve davvero

Il Desmosedici Stradale da 1.103 cm³ raggiunge 218 CV a 13.500 giri, contro i 216 CV del modello precedente. La coppia massima scende lievemente a 120,6 Nm a 11.000 giri, rispetto ai 120,9 Nm disponibili a 11.250 giri sulla precedente Panigale.

Il lavoro di Ducati si concentra soprattutto nella fascia alta del contagiri. Una presa d’aria anteriore più generosa, uno scarico aggiornato e un impianto di lubrificazione più efficiente consentono di ottenere 3,5 CV in più a 13.000 giri. Il limitatore, inoltre, è stato portato a 15.000 giri dalla seconda alla quinta marcia, con un incremento di 500 giri.

Per l’impiego esclusivo in circuito è disponibile anche il sistema completo Akrapovič Full Racing Exhaust PRO. Con questo componente la potenza cresce di 11 CV, la coppia aumenta di 7 Nm e la massa diminuisce di 6,6 kg.


Un telaio meno rigido per curvare meglio

La modifica più controintuitiva interessa la struttura principale, la cui rigidezza laterale è stata ridotta del 12%. Una maggiore capacità di flettersi nelle pieghe più accentuate aiuta la gomma anteriore a mantenere il contatto con l’asfalto, migliorando l’aderenza, la precisione dell’ingresso e la possibilità di accelerare prima.

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La nuova rapportatura modifica anche l’interasse, accorciandolo di 8 mm. Il risultato è una moto più pronta nei cambi di direzione. Sulla V4 S arrivano poi semimanubri regolabili che in pista possono essere sollevati di 10 mm: una soluzione che aumenta la leva sullo sterzo e alleggerisce il lavoro del pilota nelle frenate più lunghe.

La maggiore portata della presa d’aria comporta un incremento della resistenza aerodinamica. Ducati lo compensa con ali biplano dotate di bandelle laterali più ampie, così da preservare il contributo aerodinamico dell’anteriore.


Elettronica pensata per la staccata

Tra gli aggiornamenti elettronici spicca il Dynamic Engine Brake, destinato a sostituire l’Engine Brake Control. Il sistema utilizza l’algoritmo DVO, cioè Ducati Vehicle Observer, per regolare il freno motore in funzione del carico effettivo gravante sulla ruota posteriore.

A questa gestione si affianca il Race Brake Control, che aumenta il lavoro della ruota posteriore durante la decelerazione. L’obiettivo è rendere più accessibile anche ai motociclisti amatoriali una tecnica finora associata soprattutto ai piloti ufficiali: sfruttare il retrotreno nella fase di ingresso in curva.

Il quadro strumenti è stato sostituito da un pannello TFT da 6,9 pollici con formato 8:3. La Panigale V4 S conserva così una dotazione elettronica e ciclistica più sofisticata, mentre la versione standard propone una configurazione più semplice.


Due allestimenti, pesi e dotazioni diversi

La Panigale V4 tradizionale sarà proposta soltanto in Ducati Red, con telaio grigio e cerchi neri. Rispetto alla S utilizza una forcella Showa BPF da 43 mm, un monoammortizzatore Sachs e un ammortizzatore di sterzo dello stesso marchio, oltre a cerchi in lega e batteria al piombo.

Questa configurazione pesa 191 kg senza carburante, quattro in più rispetto alla V4 S. La differenza riflette soprattutto l’impiego di sospensioni elettroniche, cerchi forgiati e batteria al litio sulla versione superiore, che punta maggiormente all’uso sportivo in circuito.

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