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Auto usate, un rischio su due: cosa rivelano i controlli

L’indagine CARFAX evidenzia anomalie, truffe e danni frequenti, mentre gli italiani guardano sempre più a elettrico e ibrido.

Per chi cerca un’auto di seconda mano, il pericolo non riguarda soltanto il prezzo. Secondo un’indagine CARFAX condotta su 1.000 clienti italiani, il 51% dei veicoli verificati presenta almeno un elemento di rischio e il 43% ha danni registrati. Un quadro che rende più complessa la scelta, proprio mentre cresce l’interesse verso le motorizzazioni elettrificate.

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Danni e truffe pesano sull’acquisto

Quasi un intervistato su tre, il 31%, racconta di essere entrato direttamente o indirettamente in contatto con una truffa legata alla compravendita di un usato. Il 9% l’ha subita in prima persona come acquirente e il 3% come venditore; altri casi hanno coinvolto familiari o conoscenti. Tra le persone tra 25 e 34 anni, la quota arriva a una su due.

Le anomalie riscontrate durante i controlli hanno spesso fermato la trattativa. Il 49% di chi ha abbandonato un acquisto lo ha fatto dopo aver trovato danni non dichiarati o una possibile alterazione del chilometraggio. Nel 30% dei casi mancavano documenti, mentre un’analoga percentuale ha individuato informazioni non veritiere.


Usato, la scelta resta difficile

La valutazione del prezzo è il principale ostacolo indicato dagli acquirenti, con il 36% delle risposte. Seguono la difficoltà di trovare annunci completi e attendibili e la scarsa preparazione tecnica, entrambe al 32%. Soltanto il 9% non segnala problemi durante la ricerca.

Il 40% degli italiani considera insufficiente la propria competenza, con una differenza significativa tra donne, al 54%, e uomini, al 25%. Per ridurre i rischi, il 62% chiede aiuto a un familiare o a un amico esperto, il 42% consulta la storia del veicolo e il 20% utilizza strumenti di intelligenza artificiale.


Elettrico in crescita, ma con dubbi

L’elettrico è indicato come alimentazione del futuro dal 34% del campione, davanti all’ibrido con il 24%. Benzina e diesel si fermano rispettivamente al 16% e all’11%, mentre gas, idrogeno e altre tecnologie raccolgono percentuali residuali. L’interesse per le batterie è maggiore tra i 18-34enni, dove arriva quasi al 44%, e nelle grandi città, con il 35% contro il 27% dei piccoli comuni.

Chi valuta un’elettrica usata mette al primo posto l’autonomia, richiesta dal 51%, seguita dalla rapidità di ricarica, al 36%, e dalla durata della batteria, al 23%. Per le ibride, invece, le priorità sono una maggiore percorrenza in modalità elettrica, indicata dal 38%, batterie longeve, al 31%, e consumi contenuti quando la carica è esaurita, al 23%.

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Marco Arban, direttore dello sviluppo commerciale europeo di CARFAX, sottolinea che la transizione non dipenderà soltanto dai nuovi modelli: «Nel mercato dell’usato, fiducia e trasparenza sulle condizioni del veicolo saranno decisive».


Il profilo delle auto controllate

I veicoli analizzati hanno in media 8 anni e 116.000 chilometri. Il 45% ha avuto da 3 a 5 proprietari, il 23% ne ha avuti due e il 14% soltanto uno. Le auto provenienti dall’estero rappresentano il 13% del campione e quasi la metà di queste presenta danni.

Quanto alle alimentazioni effettive, il 79% dei mezzi utilizza un motore a combustione: il 43% è diesel e il 36% benzina. Le ibride raggiungono il 13%, mentre le elettriche si fermano al 2%. Fiat è il marchio più verificato, con il 12%, davanti ad Audi e BMW, entrambe all’8%, Mercedes-Benz all’8% e Volkswagen al 7%.


Milioni di veicoli potenzialmente coinvolti

Applicando i risultati al parco auto italiano, CARFAX stima 20,96 milioni di veicoli a rischio e 16,85 milioni con almeno un incidente alle spalle. Tra le vetture passate di proprietà nei primi otto mesi del 2026, pari al 32% del totale controllato, quattro su dieci avevano danni registrati.

Il prezzo continua comunque a essere la ragione principale per scegliere un’auto usata: il 59% degli intervistati punta al risparmio, mentre il 32% vuole accedere a una categoria superiore rispetto a quella probabilmente acquistabile da nuova. Per il 67%, infine, conta anche l’aspetto ambientale legato all’estensione della vita di un veicolo già prodotto.

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