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Motori 1 min di lettura15 ott

Norvegia, il caso delle Volvo: riprese sui movimenti dei militari

Durante una grande manovra delle forze armate norvegesi, alcune vetture a noleggio hanno conservato immagini utili a ricostruire spostamenti e soste dei soldati.

Volvo Cars esclude che l’assetto proprietario dell’azienda rappresenti una minaccia per la sicurezza. La casa automobilistica sostiene inoltre che nessuna informazione possa essere trasferita a Geely senza un fondamento giuridico.

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Il nodo della proprietà cinese

Volvo Cars è una società svedese con sede a Göteborg, ma fa capo a Geely, gruppo cinese attivo nel settore automobilistico. È questo legame societario ad aver alimentato l’attenzione sul caso emerso in Norvegia.

L’azienda ha comunque negato che i dati raccolti dalle vetture possano essere messi a disposizione del proprietario cinese in assenza di una base legale. La posizione è stata espressa mentre venivano valutate le informazioni rimaste memorizzate nei veicoli impiegati dai militari.


Le auto hanno conservato immagini

A settembre, alcune vetture prese a noleggio durante una vasta esercitazione delle forze armate norvegesi hanno registrato le attività svolte dai soldati. Le immagini permettevano di capire chi entrava o usciva dai mezzi, quali luoghi venivano raggiunti e quanto duravano le soste.

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Il tenente Fredrik Blanck, che partecipava alla manovra e ha parlato con il giornale norvegese Dn, ha spiegato che la scoperta è avvenuta gradualmente. «Abbiamo utilizzato queste auto e, col passare del tempo, alcuni soldati più attenti si sono accorti che sulle auto erano memorizzati dei video», ha raccontato.


Dettagli utili a seguire i reparti

Secondo Blanck, le registrazioni non si limitavano a mostrare l’interno dell’abitacolo. «Il video mostra chi sale in macchina e chi scende, dove stiamo andando, chi stiamo andando a prendere e per quanto tempo restiamo nei diversi luoghi», ha aggiunto il tenente.

Le immagini potevano quindi offrire una ricostruzione degli spostamenti e delle attività dei militari durante l’esercitazione. Il caso riguarda mezzi utilizzati temporaneamente, ma ha posto l’accento sulla quantità di informazioni conservate dai sistemi presenti nelle automobili.

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