Niente nuove attrazioni: la vecchia base Yamaha passa a Disney
Il gruppo dell’intrattenimento ha rilevato il complesso di Cypress per 115,3 milioni di dollari, mentre Yamaha prepara il trasferimento delle attività in Georgia entro il 2028.
La sede californiana che Yamaha occupava da quasi cinquant’anni cambierà proprietario e funzione. Il complesso di Cypress, nella contea di Orange, è stato rilevato da Disney per 115,3 milioni di dollari: non nascerà però un nuovo parco divertimenti, almeno sulla base dei piani resi noti finora.
L’operazione, conclusa il 23 settembre, riguarda l’intera proprietà di 6555 Katella Avenue. Yamaha continuerà a utilizzare temporaneamente gli edifici con un accordo di locazione, in attesa di trasferire le attività rimaste in California.
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Disney punta sulla logistica
L’area si estende per circa 102.000 metri quadrati e comprende uffici, magazzini e altri fabbricati aziendali. La posizione è strategica: il sito dista una decina di chilometri da Disneyland Resort, ad Anaheim, e potrebbe diventare un punto di appoggio per le attività collegate al parco.
Secondo le ricostruzioni della stampa locale, Disney potrebbe concentrare a Cypress depositi, materiali e funzioni operative oggi distribuiti in altre proprietà del gruppo. La società, tuttavia, non ha ancora indicato nel dettaglio quali strutture verranno trasferite né ha annunciato attrazioni dedicate a Yamaha o nuove montagne russe.
Yamaha prepara l’addio definitivo
La cessione segue la riorganizzazione annunciata da Yamaha a febbraio. Il gruppo giapponese ha scelto di concentrare il proprio quartier generale statunitense a Kennesaw, in Georgia, con l’obiettivo di ridurre le spese e rendere più redditizie le attività nel mercato americano.
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Il trasferimento delle funzioni ancora presenti a Cypress inizierà alla fine del 2026 e dovrebbe concludersi entro il 2028. La società aveva acquistato il terreno nel 1978 e inaugurato gli uffici l’anno successivo, trasformando il sito in uno dei suoi principali centri operativi negli Stati Uniti.
Costi e dazi dietro la svolta
Nel corso degli anni, alcune divisioni avevano già lasciato la California. La nautica era stata spostata nel 1999, mentre le attività legate alle competizioni motoristiche avevano seguito la stessa strada nel 2019; a Cypress erano rimasti soprattutto i reparti amministrativi e finanziari.
Yamaha ha collegato la decisione alla necessità di migliorare l’efficienza aziendale in uno scenario segnato dall’aumento dei costi e dai dazi statunitensi. La vendita del grande complesso californiano rappresenta quindi uno dei passaggi centrali del piano di razionalizzazione, proprio nell’anno in cui il gruppo celebra i suoi 70 anni di storia.
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