Meteo su Roma.

Motori 3 min di lettura1 ora fa

Napoli, due automobilisti rischiano 15,8 milioni per RCA false

Le richieste del fondo polacco riguardano due incidenti mortali causati da auto con targhe straniere

Due automobilisti italiani rischiano di dover restituire complessivamente 15,8 milioni di euro dopo due incidenti mortali avvenuti a Napoli con vetture immatricolate in Polonia.

La risposta al fenomeno passa anche da un’intesa tra l’Ufficio Centrale Italiano e l’Automobile Club d’Italia. Il progetto prevede uno scambio più rapido dei dati, utilizzando il Registro dei Veicoli Esteri per verificare le targhe polacche presenti sulle strade italiane.

Offerta del giorno6 novembre

Rowenta

-12% sui lavapavimenti da Rowenta

Scade tra 24 giorni
******


I controlli sulle auto straniere

Il REVE, istituito presso la Motorizzazione Civile e gestito dal Pubblico Registro Automobilistico, impone di registrare un veicolo con targa estera quando resta nella disponibilità di una persona in Italia per oltre 30 giorni. L’obiettivo è rendere identificabili i mezzi utilizzati attraverso contratti di noleggio transfrontaliero.

Matteo Salvini ha inoltre annunciato l’intenzione di intervenire sul Codice della Strada nel 2028. Tra le ipotesi c’è l’obbligo di una copertura assicurativa italiana per le auto straniere che circolano nel Paese per un periodo prolungato. Una modifica di questo tipo dovrebbe però essere valutata alla luce delle norme europee sulla libera circolazione.


Il rischio per chi guida

A Napoli si sono diffuse formule che consentono di utilizzare automobili con targhe polacche pagando un canone mensile a società di noleggio con sede in Polonia. Il conducente non diventa proprietario del mezzo e può sostenere costi inferiori rispetto a quelli di una polizza italiana intestata a un veicolo di sua proprietà. Schemi simili sono comparsi anche in altre città, seppure con targhe di Paesi diversi.

Il problema nasce quando il contratto assicurativo consegnato dal noleggiatore non è autentico. In presenza di una copertura valida, il danneggiato viene risarcito dalla compagnia del veicolo responsabile. Se invece la polizza non esiste, interviene il fondo polacco per le vittime della strada, che può poi chiedere al conducente il rimborso completo delle somme versate.

Per un danno di lieve entità le conseguenze economiche possono essere limitate. Un incidente con vittime o lesioni gravissime, invece, può generare richieste da milioni di euro, come mostrano i due procedimenti napoletani.


I due incidenti mortali

Nel primo caso, risalente al 2021, un cittadino italiano era alla guida di una BMW con targa polacca ottenuta attraverso un accordo di noleggio a lungo termine. L’auto è stata coinvolta in un sinistro mortale nel quale ha perso la vita un ciclista.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych ha indennizzato i familiari della vittima e ha poi avviato la rivalsa contro il conducente. La somma richiesta ammonta a 10,2 milioni di euro, il valore più alto mai oggetto di una procedura transfrontaliera di questo tipo per l’ente polacco.

La seconda vicenda riguarda una Fiat Panda immatricolata nel 2013. Nel 2025, a Napoli, il conducente italiano residente in città ha investito mortalmente un pedone. Gli accertamenti hanno evidenziato che il documento assicurativo fornito dalla società polacca era contraffatto.

Per questo episodio il fondo di Varsavia ha chiesto la restituzione di 5,6 milioni di euro. In entrambi i casi, la copertura pubblica ha permesso ai familiari delle vittime di ricevere l’indennizzo, lasciando però ai responsabili il peso della rivalsa.


Dalla Polonia alla Bulgaria

Nei primi nove mesi del 2026, veicoli privi di assicurazione e dotati di targa polacca hanno provocato in Italia danni quantificati in 40 milioni di PLN, pari a circa 9 milioni di euro. Il fondo viene alimentato anche attraverso risorse pubbliche e una quota dei premi pagati dagli automobilisti polacchi.

Secondo le stime del PBUK, circa 35.000 veicoli registrati in Polonia circolavano in Italia. La metà delle richieste di risarcimento provenienti dal nostro Paese sarebbe collegata a Napoli, mentre il numero effettivo delle vetture potrebbe essere più alto.

Con l’aumento dei controlli sulle targhe polacche, alcune società hanno iniziato a proporre automobili immatricolate in Bulgaria. I noleggiatori dichiarano che i mezzi sono assicurati, ma l’effettiva validità delle coperture non è sempre verificabile. Il caso della compagnia bulgara DallBogg, la cui autorizzazione è stata revocata in Italia e in altri Paesi europei, ha accresciuto i dubbi sul settore.

Ti è piaciuto? Condividilo

La domanda di oggi

Le lettere personali possono favorire il dialogo tra le parti?

Continua a leggere