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Motori 2 min di lettura26 min fa

MotoGP, saltare la Hero Walk può costare caro: fino alla griglia

La nuova scala disciplinare dell’IRTA colpisce le assenze agli appuntamenti con tifosi e sponsor: si parte dall’avvertimento e si arriva alla penalizzazione in gara.

Il mancato rispetto degli appuntamenti promozionali potrebbe presto avere conseguenze anche sul risultato in pista. Per i piloti della MotoGP è stata infatti definita una progressione di provvedimenti che, dopo multe crescenti, può portare alla cancellazione di un tempo nelle prove e persino alla perdita di posizioni sulla griglia di partenza.

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La sesta assenza può cambiare la gara

Le nuove disposizioni sono state comunicate alle squadre dall’International Race Team Association con una mail riservata inviata venerdì. L’obiettivo dichiarato è assicurare gli impegni assunti nei confronti degli appassionati, dei partner commerciali e degli organizzatori, dopo diversi episodi di mancata partecipazione.

Il percorso disciplinare comincia con un richiamo ufficiale alla prima violazione, che può riguardare la conferenza stampa del giovedì, le iniziative prima della gara, la parata domenicale, gli incontri per gli autografi o la Hero Walk. Alla seconda infrazione scatta una sanzione di 5.000 euro; la terza porta la multa a 10.000 euro, mentre la quarta fa salire l’importo a 15.000 euro e comporta anche l’invio del caso ai commissari della FIM MotoGP.


Dalle multe alla penalità in griglia

Il coinvolgimento dei commissari non si limiterà a un’ulteriore ammonizione. In caso di quinta violazione, potrà essere cancellato il tempo ottenuto dal pilota in una sessione di prove. Alla sesta, invece, è prevista una penalità sulla griglia, con un effetto diretto sulla posizione di partenza.

La norma considera assenza anche l’arrivo in ritardo o l’abbandono anticipato di un appuntamento. Sono invece contemplate deroghe per gli infortuni, le esigenze mediche e gli impegni promozionali già concordati con la propria squadra, purché siano riconosciuti come validi.

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Il caso Marquez ha acceso il confronto

La stretta sarebbe collegata anche a quanto accaduto al Gran Premio del Giappone, quando Marc Marquez non prese parte a un’attività di kart prevista nella mattinata della domenica. Il pilota avrebbe mandato una controfigura al proprio posto, venendo poi scoperto e richiamato.

Dopo quell’episodio, Marquez aveva riconosciuto il valore delle iniziative utili a far crescere la disciplina, ma aveva ribadito la priorità della competizione. «C’è un limite: non siamo qui per scherzare o girare nelle gare di kart. Dopo il riscaldamento avevo bisogno di ghiaccio sulla spalla. In questo momento devo essere egoista e dare il massimo quando conta, cioè in gara», aveva spiegato.

Il nuovo sistema apre così un confronto delicato tra gli obblighi verso il pubblico e la necessità dei piloti di preservare energie e condizioni fisiche. Resta da capire se la categoria accetterà la nuova scala senza contestazioni o se le prime applicazioni porteranno a una reazione collettiva.

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