674notizie oggi Scopri i vantaggi
Motori 3 min di lettura4 ore fa

Moto usata, il raggiro arriva dopo: come non perdere soldi e veicolo

Un falso spedizioniere può ingannare acquirenti e venditori: ecco i segnali da controllare, le verifiche da fare e cosa tentare dopo il raggiro.

Dopo una truffa, il pericolo non è necessariamente finito. Chi ha già perso denaro potrebbe infatti essere contattato da presunti esperti capaci di recuperarlo, ma soltanto dietro il versamento di una commissione: una proposta del genere può nascondere un secondo inganno.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Recuperare il denaro non è automatico

La denuncia può aiutare gli investigatori a risalire ai responsabili, ma non assicura alla vittima la restituzione delle somme. Conta anche la natura dell’operazione: un pagamento disposto personalmente, seppure dopo essere stati raggirati, non dà diritto a un rimborso bancario immediato.

Diverso è il caso di un movimento mai autorizzato dal titolare del conto. In questa situazione si può contestare l’operazione e domandare il rimborso previsto per i pagamenti non autorizzati, secondo le procedure e le valutazioni dell’istituto di credito.


Se il raggiro è già avvenuto

La banca va avvisata senza ritardi, chiedendo se il bonifico possa ancora essere fermato o richiamato. Quando il trasferimento non è stato completato, la revoca può essere possibile; dopo l’accredito sul conto del truffatore, invece, ottenere indietro il denaro diventa molto più complesso.

È fondamentale raccogliere ogni elemento utile: copie dell’annuncio, messaggi, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica, coordinate IBAN, ricevute e documenti ricevuti. La denuncia può essere presentata alla Polizia Postale, alla Polizia di Stato o ai Carabinieri; se è stata ceduta anche la moto, occorre aggiungere targa, numero di telaio e dettagli sul ritiro.


Il rischio nasce dall’annuncio online

La vicenda può iniziare con una moto usata proposta sul web a una cifra particolarmente allettante. Il venditore risponde alle domande, manda immagini e documenti e appare collaborativo, ma sostiene di trovarsi troppo lontano per organizzare personalmente la consegna.

A quel punto entra in scena il presunto spedizioniere. L’acquirente viene invitato a versare una caparra, sostenere il costo del trasporto o pagare addirittura l’intero prezzo prima di vedere il mezzo. Per rendere credibile la storia possono comparire ricevute contraffatte, falsi documenti di trasporto, codici per seguire la spedizione e persino un sito costruito ad hoc.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Quando spariscono venditore e moto

Dopo aver incassato il denaro, il contatto si interrompe: il venditore non risponde più e la società incaricata del trasporto risulta introvabile. La moto può non essere mai esistita oppure appartenere a una persona estranea alla trattativa, quindi la consegna non avverrà.

Esiste anche una dinamica inversa, rivolta a chi mette in vendita il veicolo. Il falso compratore dichiara di voler concludere l’affare, manda una ricevuta bancaria non autentica e chiede al proprietario di anticipare il costo del ritiro tramite corriere.


Le verifiche che fanno la differenza

Un’offerta fuori mercato e la pressione per chiudere in fretta sono campanelli d’allarme, soprattutto quando la controparte sostiene di avere altri interessati pronti a pagare. Prima di trasferire denaro è preferibile verificare l’identità del venditore e, quando possibile, incontrarlo per esaminare la moto.

Se l’incontro non è praticabile, una visura al PRA permette almeno di controllare l’intestatario del mezzo e l’eventuale presenza di vincoli o gravami. Va inoltre confrontato il numero di telaio inciso sulla moto con quello indicato nei documenti.

Lo spedizioniere eventualmente indicato dalla controparte deve essere controllato attraverso recapiti ufficiali individuati autonomamente, senza usare soltanto i collegamenti ricevuti durante la trattativa. Sono sospetti anche i conti poco chiari, le ricariche richieste e qualsiasi trasferimento che il venditore debba effettuare per poter ricevere il pagamento.

Infine, una ricevuta di bonifico non dimostra che il denaro sia davvero disponibile. Chi vende deve verificare l’effettivo accredito sul proprio conto prima di consegnare la moto: in caso contrario rischia di perdere sia il mezzo sia il relativo importo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere