Moto, i cambi automatici conquistano nuovi modelli
Honda, Yamaha, BMW, KTM e Kawasaki hanno portato diverse soluzioni automatiche anche sulle moto di serie
I sistemi automatici e robotizzati si sono ormai diffusi anche sulle motociclette, con soluzioni diverse per cambio e frizione.
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Dove resta il cambio manuale
Il comando tradizionale mantiene però un ruolo nel fuoristrada e sulle moto sportive. Nell’uso lontano dall’asfalto molti piloti continuano a preferire un rapporto diretto con frizione e cambio, mentre nel settore sportivo la diffusione dei sistemi elettronici non ha cancellato la soluzione manuale.
Anche il cambio automatizzato non ha eliminato quello classico. L’esperienza con una moto dotata di gestione robotizzata può spingere a usare quasi sempre la modalità automatica, ma la scelta manuale continua a essere disponibile su diversi modelli e resta legata alle preferenze di guida.
Dct e sistemi già affermati
Il caso più consolidato è quello sviluppato da Honda con il cambio a doppia frizione, introdotto sulla VFR 1200 e arrivato due anni dopo sull’Integra. Nel tempo il sistema è stato perfezionato, soprattutto per rendere più progressivo l’inserimento della prima marcia.
Sulle Africa Twin Adventure Sports il DCT è oggi scelto dalla maggioranza degli acquirenti. Sulle Africa Twin standard prevale invece ancora il cambio manuale, anche perché pesa 10 kg in meno ed è apprezzato da chi affronta spesso percorsi in fuoristrada. L’X-ADV ha confermato l’interesse del pubblico per questa tecnologia.
Le nuove proposte delle Case
L’Aprilia Mana aveva anticipato questa direzione nel 2007, utilizzando una trasmissione a variazione continua con sette rapporti virtuali selezionabili. Il pilota poteva cambiare marcia con i pulsanti “+” e “-” sul blocchetto sinistro oppure con la leva a pedale, mantenendo così comandi familiari per chi guida una moto tradizionale.
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Yamaha ha seguito una strada diversa con l’Y-AMT. Il sistema conserva un cambio meccanico e affida frizione e selezione dei rapporti a due attuatori elettrici, eliminando sia la leva della frizione sia il pedale del cambio. È stato applicato ai motori CP3 da 890 cc e CP2 da 689 cc, quindi alle famiglie Tracer ed MT, ma non alla Ténéré 700.
Frizione automatica e cambio robotizzato
Nel 2024 BMW Motorrad ha presentato l’ASA, sviluppato sulla piattaforma boxer 1300. La tecnologia automatizza frizione e innesto delle sei marce, senza richiedere la leva della frizione al manubrio. Il pilota può comunque intervenire sulla gestione dei rapporti secondo le modalità previste.
KTM ha adottato una soluzione simile sulla 1390 Super Adventure S EVO con il sistema AMT. Una frizione centrifuga automatica lavora insieme ad attuatori elettromeccanici; rimangono la leva a pedale e due palette sul lato sinistro del manubrio. La posizione di folle è collocata sotto la prima marcia, mentre più in basso si trova la posizione P, che blocca la trasmissione durante la sosta.
Honda ha inoltre esteso alla gamma la E-Clutch, una frizione elettronica abbinata a un cambio manuale. Il motociclista può partire, fermarsi e cambiare senza usare la leva al manubrio, continuando però a selezionare i rapporti con il piede; il sistema è disponibile anche sulla Transalp 750.
Kawasaki ha introdotto sulla KLE 500 SE la Smartride, una frizione centrifuga meccanica riservata alla versione più ricca. Il funzionamento consente di fare a meno della leva nelle partenze e nei cambi, lasciando comunque al pilota la possibilità di azionarla quando serve, per esempio sui tratti in fuoristrada.
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