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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Motegi, allarme gomme: Márquez vince, Martin crolla e Moreira sorprende

La Sprint giapponese accende il dibattito sulla durata degli pneumatici, mentre il campione domina e il pilota Honda conquista il primo podio breve della carriera.

La Sprint di Motegi ha lasciato in eredità più interrogativi che certezze in vista della gara lunga. Le gomme posteriori di Pecco Bagnaia e Jorge Martin hanno ceduto in modo vistoso, mentre Marc Márquez ha trasformato una partenza dalla seconda casella nell’ennesimo successo senza discussioni.

Il nuovo asfalto del circuito giapponese sembra aver sottoposto gli pneumatici a uno stress inatteso. Dopo i problemi emersi nei 12 giri della gara breve, Direzione gara, Michelin e squadre dovrebbero confrontarsi per valutare eventuali interventi in vista dei 24 giri della prova principale.


Márquez domina, Martin perde terreno

Marc Márquez ha sfruttato ancora una volta il secondo posto in griglia, posizione dalla quale scatterà per la quarta volta consecutiva. Al via il pilota spagnolo ha infilato Jorge Martin alla prima frenata e poi ha imposto un ritmo sufficiente per conquistare la settima vittoria stagionale nelle Sprint.

La sua gomma è rimasta costante per tutta la distanza, una differenza decisiva rispetto a diversi avversari. Bagnaia, invece, ha mostrato un pneumatico posteriore consumato e danneggiato nella zona centrale, tanto da commentare con ironia a Sky: «La gomma? Non ci resta che... com'è? Piangere?», richiamando il celebre film di Troisi e Benigni.

Martin ha vissuto un finale ancora più complicato. A sei tornate dalla bandiera a scacchi ha iniziato ad avvertire il deterioramento e negli ultimi passaggi ha perso circa 1,5 secondi da Márquez. Bastianini e Moreira lo hanno riavvicinato, poi il leader della Sprint è finito sul verde e ha lasciato la seconda posizione.

Il pilota spagnolo ha spiegato che la gomma morbida sembrava la scelta più logica dopo un fine settimana senza segnali di criticità. «Agli ultimi giri non c'era niente, la gomma era finita», ha raccontato, escludendo già l’opzione morbida per la gara di domenica.


Un podio inatteso per Moreira

La sorpresa più significativa è arrivata da Diogo Moreira, capace di chiudere terzo e di firmare il suo primo podio in una Sprint. Il risultato è maturato anche grazie agli errori e ai problemi di altri piloti, ma il brasiliano è rimasto nel gruppo di testa fino alla conclusione, sfruttando ogni occasione.

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Moreira ha capito di poter puntare al podio quando ha visto alcuni rivali oltrepassare il limite della pista. «Ho visto alla curva 10 che avevano toccato il verde in uscita e ho pensato di dover finire la gara perché ero in lotta per il podio», ha detto a Sky. Anche sulla sua Honda il consumo nella parte centrale dello pneumatico è stato evidente, ma la moto giapponese è apparsa più competitiva rispetto ad altre uscite.

Il pilota ha collegato il rendimento di Motegi anche alla base tecnica preparata nei test precedenti e alla conoscenza del tracciato maturata da Takaaki Nakagami. La crescita del debuttante è stata finora progressiva, senza risultati eclatanti ma con una continuità che gli ha permesso di farsi trovare pronto nel momento giusto.


Alex Márquez travolge due avversari

La Sprint è stata segnata anche dall’incidente del primo giro. Alex Márquez ha sbagliato la frenata e ha coinvolto Fabio Di Giannantonio e Pedro Acosta, mettendo fine alla loro gara e procurandosi una penalità di due long lap da scontare nella prova principale.

Di Giannantonio ha commentato l’episodio con sarcasmo, ricordando altri contatti avuti con il compagno di marca in passato. Ha comunque aggiunto di accettare la decisione della Direzione gara, che ha ritenuto adeguata la doppia penalità.


Bezzecchi paga la gomma media

Marco Bezzecchi, quarto al via, ha scelto lo pneumatico posteriore medio insieme a Jack Miller, mentre il resto dei principali protagonisti ha optato per la mescola morbida. La decisione era stata preparata nei turni precedenti, dopo aver verificato che la morbida garantiva velocità ma portava le temperature vicino al limite.

In gara, però, il pilota italiano non ha trovato il rendimento atteso. È stato superato da Bastianini, Moreira e Ogura e ha concluso sesto, lontano dal ritmo dei primi. La sua scelta resta comunque una delle variabili più importanti da valutare per la gara lunga, considerando il degrado visto sulla mescola morbida.

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