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Motori 2 min di lettura3 ore fa

Monopattini e super-bici, la stretta è pronta: cosa cambia

Sanzioni più pesanti, nuovi requisiti per le biciclette elettriche e patente digitale utilizzabile anche fuori dall’Italia: le principali novità allo studio.

Il conto più salato riguarderà chi usa i monopattini in modo irregolare: la sanzione per l’intralcio ai pedoni dovrebbe passare da 40 a 160 euro. La stessa cifra sarebbe prevista per chi percorre i marciapiedi con veicoli a due o tre ruote, con un aumento di quattro volte rispetto all’importo attuale.


La stretta sulla micromobilità

La bozza introduce inoltre una categoria specifica per le biciclette elettriche più potenti impiegate nelle consegne a domicilio. Questi mezzi, diversi dalle normali biciclette a pedalata assistita, dovrebbero essere riconoscibili attraverso una targa e potranno circolare soltanto con il casco.

Per le biciclette elettriche tradizionali arriva invece una prescrizione legata alla sicurezza dei minori trasportati: sarà necessario utilizzare un segnale visivo, individuato in una bandierina. Il pacchetto di norme punta così a disciplinare con maggiore precisione la presenza dei diversi mezzi nella mobilità urbana.


Patente digitale oltre i confini

Tra le innovazioni più rilevanti figura anche l’evoluzione del documento di guida digitale. La patente già disponibile in Italia tramite IT-Wallet, all’interno dell’app IO, dovrebbe assumere validità per i controlli stradali anche negli altri Paesi europei, trasformandosi di fatto in una versione mobile riconosciuta a livello continentale.

Il cambiamento rientra nella bozza del nuovo Codice della strada, composta da 291 articoli. Il testo è il risultato del lavoro del Ministero delle Infrastrutture e del ministro Matteo Salvini, svolto dopo un confronto con più di cento associazioni e operatori del comparto.

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Autisti, si alza il limite d’età

Sul trasporto pesante la proposta interviene per fronteggiare la carenza di conducenti professionali. Per i veicoli destinati al trasporto merci con massa superiore a 20 tonnellate, guidabili con patente C o CE, l’età massima salirebbe da 68 a 70 anni.

La prospettiva ha già provocato la reazione dei sindacati. La Filt Cgil sostiene che il lavoro degli autisti di camion sia usurante e ritiene quindi più corretto favorire l’accesso anticipato alla pensione, invece di prolungare il periodo trascorso alla guida.


Possibile accesso alla guida a 17 anni

Sempre per ampliare il bacino dei futuri conducenti, il provvedimento valuta la possibilità di permettere già a 17 anni la guida di mezzi pesanti privi di rimorchio. Sarebbero richieste sia la patente B sia la CQC.

La bozza sarà esaminata dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Solo dopo il passaggio istituzionale e l’eventuale prosecuzione dell’iter sarà possibile definire il testo destinato a modificare le regole oggi in vigore.

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