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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Mondiale di Formula 1, Città del Messico attende Antonelli

Il pilota Mercedes può centrare il terzo titolo italiano e il record di precocità mai raggiunto in Formula 1

Andrea Kimi Antonelli può diventare campione del mondo 2026 nel Gran Premio di Città del Messico. Il successo ottenuto ad Austin non gli è bastato per chiudere in anticipo il campionato, ma l’occasione tornerà nel prossimo appuntamento.

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Hamilton ha già vinto due volte

Il precedente più vicino riguarda Lewis Hamilton. Il britannico conquistò il quarto titolo nel 2017, pur terminando la gara messicana al nono posto e tornando così in vetta all’albo d’oro dopo il campionato perso l’anno prima contro Nico Rosberg.

Dodici mesi più tardi arrivò anche il quinto mondiale, grazie al quarto posto sul circuito messicano. In entrambe le occasioni la vittoria del Gran Premio andò a Max Verstappen. Il pilota olandese avrebbe poi interrotto il ciclo di successi di Hamilton nel 2021.

La Mercedes dominò il periodo compreso tra il 2014 e il 2020, permettendo a Hamilton di conquistare sei dei suoi sette titoli iridati. Città del Messico fu quindi il luogo di due delle sue celebrazioni più importanti.


Le corone degli anni Sessanta

Nel 1964 John Surtees arrivò secondo, alle spalle di Dan Gurney, ma precedette i rivali diretti nella classifica generale. Quel risultato gli consegnò il campionato e la Ferrari festeggiò il titolo proprio in Messico. Surtees conserva inoltre un primato unico: è l’unico campione sia in Formula 1 sia nel Motomondiale.

Tre anni dopo fu Denny Hulme a chiudere la stagione da iridato, anche se la gara venne vinta da Jim Clark e il neozelandese terminò soltanto sesto. Quello rimase l’unico titolo della sua carriera e, finora, anche l’unico mondiale ottenuto da un pilota della Nuova Zelanda.

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Nel 1968 Graham Hill completò la serie. Il britannico, già campione nel 1962 e padre di Damon Hill, arrivò all’ultima prova con il titolo ancora in palio. Il successo sul tracciato messicano gli permise di superare Jackie Stewart e di prendersi la rivincita dopo il campionato perso nel 1964.


La storia del circuito messicano

La Formula 1 corse in Messico a partire dal 1963, anche se il tracciato subì diverse modifiche. Il calendario non ospitò gare dal 1971 al 1985, poi rimase privo dell’appuntamento dal 1993 al 2014. Nel 2020 l’evento saltò a causa della pandemia di COVID-19, prima del ritorno stabile dal 2021 con il Gran Premio di Città del Messico.

Nel corso degli anni il circuito Hermanos Rodríguez ha ospitato anche alcuni debutti rilevanti per piloti e costruttori. Nel 1965 Richie Ginther conquistò la prima e unica vittoria della carriera, regalando nello stesso momento alla Honda il suo primo successo. Nel 1986 Gerhard Berger ottenne qui il primo trionfo personale e quello della Benetton, mentre Michael Schumacher vi centrò il primo podio nel 1992.

Se Antonelli dovesse chiudere i conti nel prossimo fine settimana, diventerebbe il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Sarebbe inoltre il terzo italiano a riuscirci, 73 anni dopo Alberto Ascari.

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