Antonelli, Montoya elogia il talento cresciuto in Mercedes
Il colombiano indica nel sostegno della squadra e nell’ingegnere Bono Bonnington due chiavi della crescita del pilota italiano.
Andrea Kimi Antonelli potrebbe conquistare il titolo mondiale di Formula 1 già domenica in Messico. Al pilota della Mercedes basterà chiudere al nono posto per laurearsi campione alla seconda stagione, a 20 anni.
Secondo Juan Pablo Montoya, il percorso dell’italiano dimostra quanto il sostegno di una squadra possa incidere sulla crescita di un giovane. Il colombiano ha inoltre indicato Peter “Bono” Bonnington, ingegnere di gara di Antonelli, tra gli elementi più importanti della sua maturazione.
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Il giudizio di Montoya
Montoya considera Antonelli il miglior pilota mai osservato a quell’età. Il colombiano ha evidenziato il miglioramento compiuto dall’italiano rispetto alla stagione precedente e ha collegato i suoi risultati alla fiducia ricevuta dalla Mercedes.
“A quell’età è il migliore di sempre”, ha detto Montoya in un’intervista a Thunderpick. A suo giudizio, altre strutture avrebbero potuto accantonare Antonelli dopo un primo anno complicato, preferendo puntare rapidamente su un altro giovane: in quel caso, la Formula 1 avrebbe rischiato di perdere uno dei suoi talenti più importanti.
Il pilota colombiano ha così rivolto anche una critica indiretta alle accademie che, secondo la sua analisi, concedono poco tempo ai propri prospetti. Per Montoya, errori e pressione fanno parte del percorso, ma un ambiente stabile può trasformare quelle difficoltà in esperienza.
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La fiducia della Mercedes
L’ex pilota ha raccontato che Antonelli non ha mai visto in discussione il proprio posto nella squadra. Mercedes avrebbe continuato a sostenerlo anche nei momenti più delicati, trasmettendogli l’idea che gli sbagli fossero compatibili con la crescita.
Montoya ha attribuito una parte del merito a Peter Bonnington, già ingegnere di Lewis Hamilton e oggi al fianco di Antonelli. “Quello che ha fatto con Hamilton e quello che sta facendo ora è pazzesco. È straordinario”, ha dichiarato parlando del lavoro di Bono.
Il titolo in Messico
Il risultato decisivo potrebbe arrivare domenica, quando Antonelli affronterà il Gran Premio del Messico con la possibilità di chiudere matematicamente il campionato. Un nono posto gli consegnerebbe il titolo nella sua seconda annata in Formula 1.
A 20 anni diventerebbe inoltre il più giovane campione del mondo nella storia della categoria, superando il primato di Sebastian Vettel, che aveva raggiunto il traguardo a 23 anni.
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