Mobilità elettrica, reti europee: servono fino a 24,7 miliardi
La ricarica intelligente potrebbe ridurre del 43% gli investimenti necessari per le infrastrutture entro il 2030
Per sostenere la diffusione delle auto elettriche in Europa serviranno investimenti fino a 24,7 miliardi di euro sulle reti di distribuzione entro il 2030. L’impiego di sistemi per gestire i consumi negli orari più adatti potrebbe però ridurre la spesa a 14,1 miliardi.
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Il risparmio dalla gestione dei consumi
La stima arriva da un’analisi realizzata da Siemens per EIT Urban Mobility, ChargeUp Europe e ACEA. Il modello considera la crescita delle auto elettriche e dei veicoli commerciali leggeri, insieme alle diverse modalità di rifornimento energetico nelle città.
La riduzione potenziale è pari al 43%. Il risultato dipende dalla possibilità di spostare la ricarica nei momenti di minore pressione sulla rete e di utilizzare l’energia prodotta in eccesso dalle fonti rinnovabili.
Adriana Diaz, direttrice dell’innovazione di EIT Urban Mobility, ha spiegato: «La diffusione della ricarica deve rispondere ai modelli di mobilità locale e svilupparsi parallelamente alla capacità della rete, indirizzando gli investimenti dove sono più necessari». Secondo Diaz, servono decisioni coordinate tra trasporti, energia e tecnologia per contenere tempi e costi della transizione.
Le città con la spesa maggiore
Lo studio ha esaminato 64 aree urbane europee, scelte per rappresentare territori e abitudini di spostamento differenti. Berlino avrebbe bisogno di circa 1,1 miliardi di euro per adeguare le proprie reti, mentre per Stoccolma, Cracovia, Barcellona e Roma il fabbisogno stimato varia tra 123 e 220 milioni per ciascuna città.
Gli interventi riguarderanno cabine primarie e secondarie, trasformatori e sistemi capaci di sostenere i picchi di domanda. L’obiettivo è evitare sovraccarichi e interruzioni locali quando numerosi veicoli vengono collegati contemporaneamente.
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Il peso della ricarica domestica
La parte più consistente dei lavori interesserà le reti a bassa tensione, quelle che portano l’elettricità alle abitazioni. A questo livello dovrebbe concentrarsi il 77,7% degli investimenti destinati al potenziamento fisico, soprattutto per l’aumento delle ricariche effettuate in casa.
Tra il 55% e il 62% dei proprietari di auto elettriche a batteria nelle città analizzate dovrebbe avere accesso a un dispositivo domestico di ricarica. La pianificazione dovrà quindi valutare edifici, parcheggi privati e capacità disponibile nei singoli quartieri.
Le previsioni sui veicoli elettrici
Nel 2030 le auto elettriche a batteria potrebbero rappresentare il 27,3% del parco circolante in Svezia e il 15,7% in Germania. Le quote previste scendono al 4,6% in Italia, al 4,5% in Spagna e al 2,5% in Polonia.
Rispetto ai livelli del 2024, la crescita stimata nei cinque Paesi è compresa tra 3,4 e 5,3 volte. La gestione coordinata dei punti di ricarica sarà rilevante anche nei depositi logistici, dove l’elettrificazione delle flotte può concentrare richieste elevate di potenza nello stesso momento.
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