Bosch, la sonda lambda compie 50 anni e riduce emissioni
Dal primo impiego sulla Volvo 240 alla produzione di 1,7 miliardi di sensori per motori e impianti
Bosch ha celebrato i 50 anni della sonda lambda, tecnologia che ha reso più efficace il controllo delle emissioni e dei consumi. Il componente, nato negli anni Settanta, oggi viene impiegato su automobili, camion, motocicli e sistemi di riscaldamento.
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Dalla Volvo 240 ai catalizzatori
Il progetto prese forma nei primi anni Settanta sotto la guida di Günter Bauman. Nel 1976 raggiunse la fase necessaria alla produzione industriale e l’anno successivo fu montato per la prima volta sul motore Volvo B21F, un quattro cilindri da 2,1 litri abbinato all’iniezione meccanica Bosch K-Jetronic.
Quel propulsore equipaggiava le Volvo 244 e 245 destinate al mercato nordamericano. La spinta decisiva arrivò dalle regole sulle emissioni adottate in California, che accelerarono lo sviluppo di un dispositivo capace di migliorare il funzionamento dei catalizzatori a tre vie.
Prima della sonda, questi catalizzatori non riuscivano a ridurre nello stesso momento i principali inquinanti. L’integrazione tra sensore e catalizzatore consentì invece di abbattere di oltre il 90% idrocarburi, monossido di carbonio e ossidi di azoto.
La Volvo 240 dotata di questa soluzione ricevette nel 1978 il riconoscimento delle autorità statunitensi come automobile più pulita tra quelle disponibili sul mercato americano.
Il controllo della miscela
La sonda prende il nome dalla lettera greca λ, usata nell’ingegneria dei motori per indicare il rapporto tra aria disponibile e quantità necessaria alla combustione. Il sensore rileva l’ossigeno rimasto nei gas di scarico e invia il dato alla centralina.
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Grazie a queste informazioni, il sistema può correggere la proporzione tra aria e carburante e mantenere le condizioni adatte al trattamento dei gas nel catalizzatore a tre vie. Il risultato è una combustione più efficiente, con effetti sulle emissioni e sul consumo di carburante.
Un impiego sempre più ampio
La prima generazione era stata pensata per i motori a benzina. In seguito Bosch ha sviluppato la sonda a banda larga, rendendo possibile l’impiego anche sui propulsori diesel e sui motori a benzina con iniezione diretta.
Nel tempo il componente è arrivato anche su veicoli industriali e motocicli. La sua applicazione si è estesa inoltre agli impianti di riscaldamento e ai forni PerfectBake.
Bosch ha prodotto circa 1,7 miliardi di sonde lambda negli stabilimenti presenti in Germania, nell’Europa sud-orientale, in Nord America, Cina e India. L’azienda continua a fornirle sia per il primo equipaggiamento sia per il mercato dei ricambi, anche dopo la scadenza dei brevetti depositati negli anni Settanta.
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