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Mirafiori, il secondo modello resta in bilico: la richiesta di Filosa

L’amministratore delegato di Stellantis lega il futuro industriale del sito torinese a costi energetici più bassi e a una maggiore capacità competitiva.

Il futuro di Mirafiori non offre ancora certezze sul possibile arrivo di un secondo modello. Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha indicato due condizioni decisive per rafforzare le prospettive dello stabilimento: energia a prezzi più contenuti e una competitività industriale più solida.


Il nodo del secondo modello

L’ipotesi di affiancare una nuova vettura alla produzione attuale resta quindi subordinata a un quadro economico più favorevole. Le parole di Filosa non chiudono alla possibilità, ma evidenziano la necessità di intervenire prima sui fattori che incidono sull’efficienza del sito.

Mirafiori viene così inserita in una valutazione più ampia sulle condizioni produttive. La scelta di destinare un ulteriore modello allo stabilimento dipenderà dalla capacità di rendere sostenibili i costi e di migliorare il rendimento industriale.

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Energia e competitività sotto esame

Tra le priorità indicate dall’amministratore delegato figura innanzitutto la riduzione del costo dell’energia. Per lo stabilimento torinese, un alleggerimento di questa voce rappresenterebbe una delle condizioni richieste per guardare con maggiore fiducia a nuove assegnazioni produttive.

L’altro elemento riguarda la competitività dell’industria. Stellantis chiede un contesto capace di sostenere le attività manifatturiere e di rendere Mirafiori più forte nella valutazione di eventuali nuovi programmi. Fino a quando questi presupposti non saranno soddisfatti, l’arrivo del secondo modello resterà una prospettiva da verificare.

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