Messico, i 360 km/h frenano i sorpassi in Formula 1
L’altitudine ha ridotto il vantaggio dell’energia elettrica, ma dal 2027 sono previste modifiche per favorire gli attacchi
Il Gran Premio del Messico ha ridotto al minimo le occasioni di sorpasso, nonostante velocità di punta comprese tra 350 e 360 km/h.
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Le modifiche previste nel 2027
La Federazione Internazionale dell’Automobile sta studiando correttivi in vista del 2027. Nikolas Tombazis ha spiegato che l’aumento della potenza del motore termico potrebbe rendere meno marcate le differenze nella gestione dell’energia tra la vettura davanti e quella inseguitrice.
«C’è una discreta possibilità che su alcune piste questo finisca per incidere sui sorpassi», ha dichiarato Tombazis. Per questo è stato avviato un lavoro specifico sui profili energetici delle due monoposto, con l’obiettivo di aumentare il margine a disposizione di chi attacca, oggi fissato a 0,5 MJ.
Più energia per chi attacca
Nel regolamento tecnico del 2027 non compare più il limite di velocità oltre il quale l’erogazione elettrica deve essere completamente interrotta. Inoltre, la modalità di attacco garantirà 50 kW aggiuntivi alla vettura che prova il sorpasso.
In questa configurazione, la monoposto inseguitrice potrà arrivare a 350 kW di potenza elettrica, contro i 300 kW concessi a chi difende la posizione. La Federazione vuole così evitare che l’incremento della componente termica renda troppo simili le strategie energetiche durante la gara.
L’effetto dell’altitudine
Il circuito di Città del Messico si trova a circa 2.200 metri sul livello del mare. A quella quota l’aria è oltre il 20% meno densa rispetto a quella a livello del mare e oppone una resistenza inferiore alle vetture sui rettilinei.
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Le monoposto del 2026, inoltre, non hanno utilizzato le ali da massimo carico tipiche dei regolamenti precedenti, ormai meno adatte alla nuova aerodinamica attiva. Il risultato è stato un aumento delle velocità, fino a valori mai raggiunti prima dalle nuove unità di potenza.
Il taglio della potenza elettrica
Per ragioni di sicurezza, le regole prevedevano una riduzione graduale dell’energia elettrica alle velocità più elevate. In condizioni normali, a Città del Messico i 350 kW erano disponibili fino a 290 km/h, poi l’erogazione calava fino ad annullarsi a 345 km/h.
La vettura all’attacco poteva conservare il sostegno elettrico più a lungo, quasi fino a 345 km/h, con una diminuzione progressiva completata entro i 355 km/h. Tuttavia, alla fine del rettilineo principale le monoposto arrivavano a circa 360 km/h: in quel punto l’energia elettrica era già esaurita per entrambe.
Scia ridotta e temperature alte
Quando il motore elettrico smetteva di fornire potenza, la vettura inseguitrice perdeva gran parte del vantaggio previsto dalla modalità di attacco. Le differenze tra chi tentava il sorpasso e chi si difendeva diventavano quindi molto limitate proprio nel tratto decisivo.
La rarefazione dell’aria ha inoltre diminuito l’efficacia della scia e favorito problemi di surriscaldamento. La Federazione può modificare i valori da una pista all’altra, ma il principio resta lo stesso: più cresce la velocità, più si restringe il beneficio elettrico per chi segue.
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