La moto era già online prima del debutto: cinque anticipazioni clamorose
Brevetti, fotografie rubate e prototipi in collaudo hanno svelato in anticipo modelli attesi di Honda, KTM, Kawasaki, Ducati e BMW.
Per la BMW R 1300 GS il segreto durò pochissimo: il 22 settembre 2023, a meno di una settimana dalla presentazione ufficiale fissata per il 28 settembre, in rete comparvero immagini della campagna ufficiale. Non semplici fotografie scattate durante i test, ma materiale della moto di serie, ormai priva di quasi ogni mascheratura.
Quelle immagini permisero di osservare il nuovo frontale con il faro centrale a LED, le forme aggiornate delle sovrastrutture e le proporzioni della generazione destinata a raccogliere l’eredità della GS precedente. BMW presentò poi ufficialmente il modello, confermando quanto era già circolato online.
La GS svelata prima del previsto
Il caso BMW è uno dei più evidenti esempi di quanto sia complicato proteggere una novità nella fase che precede il debutto. Una volta diffuse le immagini definitive, la presentazione non poteva più contare sull’effetto sorpresa: il pubblico aveva già potuto esaminare la moto in dettaglio.
Il fenomeno, tuttavia, non riguarda soltanto i materiali promozionali. Nel corso degli anni sono finiti in rete anche disegni tecnici, fotografie di esemplari camuffati e immagini scattate in luoghi riservati, spesso quando i costruttori stavano ancora preparando il lancio ufficiale.
Honda e KTM, due fughe diverse
Nel maggio 2015 alcuni disegni depositati da Honda presso gli uffici brevetti australiani mostrarono quasi per intero la CRF1000L Africa Twin. La maxienduro, destinata a riportare nella gamma giapponese il nome storico della XRV750, apparve online da diverse angolazioni mentre la versione definitiva non era ancora stata presentata.
Le tavole consentivano di distinguere proporzioni, sovrastrutture, telaio e vari elementi tecnici. A pochi giorni di distanza si aggiunsero le foto di un prototipo impegnato nei collaudi; Honda avrebbe svelato ufficialmente la moto nell’autunno dello stesso anno.
Un’altra anticipazione significativa riguardò la KTM 1290 Super Duke R. Dopo la comparsa del prototipo “The Beast” a EICMA 2012, nel 2013 la versione di produzione venne fotografata prima dell’esordio pubblico, al termine di un incontro riservato ai concessionari statunitensi nella sede KTM di Mattighofen.
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Secondo le ricostruzioni dell’epoca, a scattare le fotografie sarebbe stato un dipendente di Kiska, lo studio di design che collaborava con KTM. Le immagini presentavano una moto ormai definitiva e rendevano visibili le differenze rispetto al prototipo, soprattutto nella zona del faro e dello scarico.
Kawasaki e Ducati senza più misteri
La Kawasaki Z H2 fu invece immortalata ancora dentro la cassa per il trasporto, pochi giorni prima del Tokyo Motor Show 2019. Le fotografie pubblicate online mostrarono la nuova naked sovralimentata con un livello di dettaglio sufficiente a riconoscere il gruppo ottico sdoppiato, il cupolino compatto, il serbatoio e il cruscotto TFT.
Si distinguevano inoltre il telaio a traliccio, la sella divisa in due parti e il logo Z H2. Kawasaki aveva già diffuso alcuni anticipi, ma quelle immagini resero visibile gran parte dell’aspetto definitivo prima del debutto del 23 ottobre.
Per la Ducati Multistrada V4 l’anticipazione arrivò da un avvistamento su strada. Nel marzo 2020 un prototipo impegnato nei collaudi, pur ancora mimetizzato, lasciava intravedere differenze importanti rispetto alla Multistrada 1260: il frontale più ampio, le prese d’aria aggiornate e i sensori del sistema ARAS, il radar sviluppato da Ducati per rilevare possibili pericoli e supportare il pilota.
Le foto evidenziavano anche il passaggio al forcellone bibraccio e permettevano di intuire la presenza della ruota anteriore da 19 pollici. In questo caso il modello non era ancora completamente scoperto, ma gli elementi emersi erano già sufficienti per anticipare alcuni tratti distintivi della futura Multistrada V4.
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