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Motori 3 min di lettura6 ore fa

Jorge Lorenzo, la lezione della ruota panoramica: così protegge il patrimonio

Dai guadagni della MotoGP agli appartamenti in affitto, il pilota ha costruito una strategia per difendere la ricchezza, ma non sono mancati gli investimenti complicati.

Una ruota panoramica costata 1,4 milioni di euro gli ha ricordato che anche gli investimenti più ambiziosi possono trasformarsi in un problema. Jorge Lorenzo ha infatti denunciato il mancato versamento di oltre 200.000 euro da parte del gestore dell’attrazione di Vieste, un’operazione che avrebbe dovuto generare profitti e che invece è finita al centro di una controversia.

L’esperienza non ha cancellato la sua fiducia nelle attività capaci di produrre entrate regolari. Ha però rafforzato l’idea che, dopo una carriera sportiva ai massimi livelli, sia indispensabile difendere il patrimonio con scelte prudenti e distribuite su più fronti.

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La ruota panoramica non ha reso quanto previsto

L’iniziativa di Vieste rappresenta uno degli episodi meno fortunati tra quelli legati agli affari dell’ex pilota. Lorenzo aveva affidato a un’altra persona la gestione dell’impianto, sostenendo poi di non avere ricevuto somme superiori a 200.000 euro.

In pista il maiorchino era abituato a convivere con il rischio e a prendere decisioni in pochi istanti. Nel settore imprenditoriale, invece, ha incontrato una difficoltà diversa: un progetto da 1,4 milioni di euro non ha garantito il ritorno economico atteso. Da qui l’attenzione ancora maggiore verso forme di rendita più prevedibili.


Appartamenti e dividendi per vivere di rendita

La soluzione indicata da Lorenzo ruota soprattutto attorno agli immobili. In alcune interviste concesse alle trasmissioni audio spagnole Búscate la vida e The Wild Project, tornate recentemente sotto i riflettori, l’ex campione ha spiegato che acquistare abitazioni da affittare permette di conservare il capitale e incassare con continuità.

Il suo esempio parte da 2 milioni di euro: quella somma, secondo il calcolo proposto, potrebbe servire a comprare dieci appartamenti dal valore di circa 200.000 euro ciascuno. Con un canone mensile di 1.000 euro per ogni abitazione, il ricavo complessivo arriverebbe a 10.000 euro al mese, pari a 120.000 euro nell’arco di un anno.

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Lorenzo ha anche ammesso di essersi pentito di non avere cominciato prima a investire nel settore immobiliare. La sua convinzione è che, anche in una fase economica difficile, sarebbe comunque possibile trovare inquilini disposti a pagare 700 o 800 euro al mese. Gli immobili, nella sua metafora, sono come mucche da latte: non si consuma il bene principale, ma se ne raccolgono periodicamente i frutti.


Dalla pista al patrimonio da proteggere

Il pilota non limita però la strategia alle abitazioni. Ha parlato anche di azioni e di altri strumenti finanziari in grado di distribuire dividendi, con l’obiettivo di creare fonti di guadagno differenti. Per gli immobili, inoltre, avrebbe indicato una preferenza per mercati esteri come Svizzera e Dubai, ritenuti più affidabili quanto alla puntualità degli affitti rispetto a Maiorca.

Questa cautela nasce anche dalla consapevolezza che persino patrimoni molto consistenti possono ridursi rapidamente se amministrati male. Il caso di Mike Tyson, arrivato nel 2003 a dichiarare bancarotta dopo avere guadagnato circa 300 milioni di dollari sul ring, viene spesso citato come esempio dei rischi legati alla gestione della ricchezza.

Jorge Lorenzo ha lasciato le competizioni nel 2019, quando aveva 32 anni, dopo avere conquistato cinque titoli mondiali, tre dei quali in MotoGP. I successi ottenuti in sella gli hanno consentito di accumulare un patrimonio considerevole, ma il ritiro ha posto una domanda inevitabile: come trasformare i guadagni di una carriera breve in una sicurezza destinata a durare nel tempo?

La risposta dell’ex campione passa dalla rendita immobiliare, dalla diversificazione e da un approccio più vicino a quello di un imprenditore. Una strada già seguita anche da Valentino Rossi, che ha reinvestito parte dei propri guadagni nel progetto VR46, nella Riders Academy e nella squadra impegnata in MotoGP.

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