India al centro del Pirelli 2027: due sguardi contro i cliché
Sølve Sundsbø e Avani Rai raccontano un Paese in trasformazione tra ritratti, strade e memoria familiare.
Il calendario Pirelli 2027 cambia prospettiva e porta per la prima volta la sua macchina fotografica in India. A raccontare il Paese non è però un’unica voce: l’edizione si sviluppa attraverso due linguaggi distinti, quello dei ritratti di moda firmati da Sølve Sundsbø e quello, più istintivo e urbano, di Avani Rai.
L’India diventa così molto più di uno sfondo esotico. Tra i vicoli della città vecchia di Delhi, gli edifici di Mumbai e i paesaggi del Rajasthan emergono bellezza, energia e contrasti, con l’obiettivo dichiarato di allontanarsi dalle immagini stereotipate, comprese quelle sulle donne indiane considerate sempre tradizionali, silenziose e sottomesse.
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Due fotografi, un Paese in trasformazione
Sundsbø, fotografo norvegese attivo nella moda, ha lavorato nella natura del Rajasthan con nove protagoniste affermate del mondo dello spettacolo e dello stile. Tra loro ci sono Freida Pinto, Padma Lakshmi e Aditi Rao Hydari, chiamate a mostrarsi in una dimensione più essenziale, quasi come se il percorso fotografico le riportasse alle proprie origini.
Avani Rai ha scelto invece di restare nelle strade e nella vita quotidiana dell’India contemporanea. Nel suo lavoro compaiono giovani con lo skateboard, una banda musicale, un bar, una famiglia davanti allo specchio e gruppi di uomini all’aperto: una sequenza dai colori accesi, con atmosfere pop e momenti surreali. Le modelle sono quasi assenti; l’unica eccezione è la madre della fotografa.
La serie di Rai dialoga anche con l’opera del padre Raghu Rai, figura centrale della fotografia indiana, morto alla fine di aprile, pochi mesi dopo avere accettato l’incarico per il calendario. Avani è tornata in alcuni dei luoghi già immortalati da lui, ma ha scelto di trasformare quella memoria in una ricerca personale, senza limitarsi a ripetere il suo lascito.
Sundsbø: prima le persone, poi l’immagine
Per Sundsbø, la difficoltà principale era evitare che uno sguardo europeo finisse per riprodurre, anche inconsapevolmente, visioni convenzionali sull’India. Per questo ha preferito costruire il lavoro dopo lunghe conversazioni con le protagoniste, cercando di restituire soprattutto un’atmosfera e una presenza autentica, non una semplice ambientazione.
«Ho scelto di fotografare donne indiane in India: è un punto di vista», ha spiegato il fotografo. Il suo stile, ha aggiunto, si è allontanato nel tempo dalle immagini più elaborate e artificiali degli inizi, orientandosi verso una ritrattistica naturale e meno costruita.
Anche il rapporto con l’intelligenza artificiale è affrontato con cautela. Sundsbø la considera uno strumento, ma non vuole che condizioni il suo modo di esprimersi; secondo lui, la fotografia non sostituì la pittura quando nacque e potrebbe accadere qualcosa di simile anche con le nuove tecnologie.
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Avani Rai trasforma il lutto in racconto
Rai ha descritto il proprio progetto come una scelta di fedeltà a se stessa, non come la riproposizione automatica di un’eredità. Le sue fotografie mettono in scena dettagli e incontri irripetibili, osservando ciò che accade fuori dalla porta di casa in un Paese attraversato dal cambiamento.
«Un’eredità non può mai essere cieca», ha affermato la fotografa. Per lei la celebrazione non riguarda soltanto il padre o la tradizione fotografica familiare, ma la vita nel suo divenire e le persone che scendono in strada per chiedere condizioni migliori, in India come in altre parti del mondo.
Interpellata sulla rimozione delle immagini realizzate da Raihan Vadra, figlio di Priyanka Gandhi, durante le manifestazioni a Delhi, Rai ha scelto di non commentare direttamente il caso. Ha però sostenuto che l’arte possiede sempre una dimensione politica e che impedire la circolazione di un’immagine significa limitare un punto di vista e il rapporto con la realtà.
Arte e interessi industriali restano distinti
La scelta dell’India arriva mentre Pirelli rafforza la propria presenza nel Paese. Proprio a New Delhi l’azienda ha annunciato un’intesa con Bkt per produrre 800mila pneumatici di fascia alta entro il 2030, un elemento che colloca il progetto fotografico anche dentro un più ampio contesto economico.
Marco Tronchetti Provera non ha negato l’esistenza di questo scenario, ma ha separato l’operazione industriale dal significato del calendario. «Il calendario anno dopo anno è diventato un oggetto d’arte molto atteso, non deve vendere nulla, promuovere nulla, è lì a esprimere una visione artistica», ha detto il presidente esecutivo.
Per Freida Pinto, protagonista dei ritratti di Sundsbø, nessuna raccolta di immagini può esaurire la complessità di un Paese così vasto. L’attrice ha comunque definito il progetto una rappresentazione intensa di un’India in fermento e ha spiegato di essersi riconosciuta negli scatti, auspicando che contribuiscano a superare le rappresentazioni più riduttive delle donne indiane.
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