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Motori 2 min di lettura50 min fa

Incentivi elettrici, esauriti i fondi per le wallbox

Le richieste hanno raggiunto la dotazione annuale; restano attive le verifiche sulle domande già inviate entro il 27 ottobre.

Lo stanziamento per le wallbox domestiche del 2026 è terminato: il 27 ottobre si è chiuso lo sportello per presentare nuove richieste.

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I punti di ricarica pubblici

Al 30 settembre risultavano installati in Italia 88.368 punti di ricarica accessibili al pubblico. Nell’arco dei dodici mesi precedenti il numero era cresciuto di 18.096 unità, secondo i dati di Motus-E.

Il dato comprende però anche infrastrutture non operative. Dal totale vanno sottratti i punti privi di collegamento, quelli danneggiati dal furto dei cavi e le colonnine rese inutilizzabili da atti vandalici o altri guasti. Non è quindi disponibile, sulla base delle informazioni riportate, un conteggio definitivo delle postazioni effettivamente funzionanti.


La dotazione per il 2026

Per l’anno in corso erano stati messi a disposizione 15 milioni di euro. Le domande arrivate dal 22 settembre sono state circa 16 mila, fino a raggiungere la somma prevista per questa annualità.

Il programma complessivo vale 68 milioni di euro e copre più periodi: 15 milioni sono assegnati a ciascuno degli anni dal 2027 al 2029, mentre gli ultimi 8 milioni sono riservati al 2030. Un’eventuale riapertura potrà avvenire soltanto con nuove risorse e sarà comunicata attraverso i canali ufficiali.


Quanto vale il contributo

L’agevolazione copre l’80% dei costi riconosciuti per comprare e installare l’impianto di ricarica. Per un’abitazione privata il limite massimo è di 1.500 euro; per i lavori sulle parti comuni di un condominio si arriva invece a 8.000 euro.

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Per ottenere il contributo relativo al 2026, gli interventi devono essere stati eseguiti tra il 26 giugno e il 31 dicembre. La chiusura dello sportello non riguarda chi ha già trasmesso la richiesta, che può controllarne lo stato nell’area personale della piattaforma.


I controlli sulle domande

Invitalia procederà ora all’esame delle pratiche. Saranno verificati la completezza delle informazioni, la correttezza dei dati e la regolarità della documentazione allegata.

Se una domanda risulterà improcedibile, il richiedente potrà presentarne un’altra con lo stesso codice fiscale. Questa possibilità resterà aperta fino al 31 gennaio 2027, ma soltanto nel caso in cui siano ancora disponibili fondi e la nuova pratica rispetti i requisiti previsti. Un ulteriore invio non sarà consentito se anche la seconda richiesta dovesse fallire i controlli.


Gli altri sostegni all’elettrico

Con l’esaurimento delle risorse per le ricariche private, nel 2026 l’Italia non dispone più di incentivi diretti per comprare automobili elettriche né di agevolazioni analoghe per le infrastrutture domestiche. Restano invece i finanziamenti destinati ai costruttori e alla filiera produttiva.

Il venir meno contemporaneo degli sconti sulle vetture nuove e del sostegno alle wallbox aumenta i costi iniziali per chi valuta il passaggio alla mobilità elettrica. La disponibilità dei fondi in finestre brevi, soggette a esaurimento, può inoltre spingere gli automobilisti ad attendere nuove misure e rallentare il rinnovo del parco auto.

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