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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Imprese, contratti auto più lunghi e ordini in calo

Nel primo semestre 2026 le richieste tramite broker sono diminuite dell’8%, con rinnovi rinviati e formule fino a 60 mesi.

Le imprese italiane hanno ridotto i nuovi ordini di auto aziendali e stanno mantenendo più a lungo i veicoli già utilizzati. Nel primo semestre 2026, il canale dei broker ha registrato una contrazione dell’8%.

Iacopo Chelazzi, presidente di Amina, ha descritto così il compito degli intermediari: «Il broker assume un ruolo sempre più strategico: non è soltanto chi propone un’offerta, ma è un consulente che aiuta soprattutto le PMI a orientarsi in un mercato complesso».

Le piccole e medie imprese chiedono ancora preventivi alle società di noleggio, ma arrivano più lentamente alla decisione finale. L’analisi delle percorrenze, dei costi e delle possibilità di ricarica porta spesso a rinviare la firma di un nuovo accordo.

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Le scelte sulle alimentazioni

Le vetture ibride stanno raccogliendo interesse perché vengono considerate adatte a combinare consumi, spesa e versatilità. Anche i modelli ibridi ricaricabili attirano l’attenzione, sostenuti dal trattamento fiscale previsto per le auto assegnate come benefit ai dipendenti.

La preferenza per un tipo di motore, tuttavia, varia in base alle necessità operative. Alcune aziende accelerano sull’elettrificazione, mentre altre continuano a scegliere propulsori tradizionali, ritenuti più funzionali ai propri percorsi e all’organizzazione del lavoro.

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Fisco e rinnovi rinviati

A rendere più prudenti le imprese contribuisce anche l’evoluzione delle regole fiscali sulle auto aziendali. Le modifiche alla disciplina dei benefici in natura complicano il confronto tra le diverse alimentazioni e richiedono valutazioni più dettagliate prima dell’inserimento di nuovi mezzi.

La conseguenza è l’allungamento dei rapporti già in corso: i contratti in scadenza vengono prorogati e la sostituzione dei veicoli viene posticipata. Le aziende preferiscono inoltre accordi di almeno 48 mesi, con una presenza crescente di formule che arrivano a 60 mesi.


I dati dell’osservatorio

Il quadro emerge da una rilevazione dell’Osservatorio Amina, l’Associazione mediatori noleggio, realizzata tra gli associati. Gli operatori coinvolti gestiscono complessivamente circa 60 mila veicoli.

I risultati fotografano soprattutto il comportamento delle PMI, attente alla sostenibilità economica delle decisioni sulla mobilità. Oltre ai dubbi sulle motorizzazioni, pesa l’incertezza relativa alla fiscalità e, più in generale, alle condizioni internazionali che influenzano le scelte di investimento.

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