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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Il collaudatore della Yangwang U9 Xtreme è uscito illeso

Il prototipo da 2.977 CV ha perso l’asse posteriore, ma la cellula dell’abitacolo ha protetto il collaudatore

La BYD Yangwang U9 Xtreme è rimasta coinvolta in un incidente durante una prova di velocità in Cina. Il collaudatore è uscito illeso, nonostante il distacco dell’asse posteriore e l’impatto contro un guardrail avvenuto, secondo le ricostruzioni disponibili, a velocità prossima ai 500 km/h.

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Il tentativo ad alta velocità

La vettura sviluppa 2.220 kW, pari a 2.977 CV, ed è alimentata da una batteria da 80 kWh capace di una scarica a 30C. Le immagini dell’incidente mostrano danni importanti nella zona posteriore, mentre l’abitacolo in fibra di carbonio appare rimasto integro.

La Yangwang U9 Xtreme aveva già raggiunto 496,22 km/h sull’impianto Automotive Testing Papenburg, in Germania. Quel risultato l’ha accreditata come l’auto di serie più veloce al mondo, ma BYD punta ora a superare la soglia dei 500 km/h.


La prova prevista negli Emirati

Un nuovo tentativo è stato confermato per novembre negli Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo rende evidente la difficoltà tecnica della prova: a quelle velocità anche un cedimento localizzato può compromettere la stabilità dell’intera automobile.

Per affrontare il record, il modello utilizza cerchi da 20 pollici con cinque doppie razze, pneumatici semislick GitiSport e·Gtr2 Pro e un pacchetto aerodinamico specifico, completato da una grande ala posteriore.

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Sicurezza dopo l’impatto

L’uscita senza conseguenze del collaudatore ha attirato attenzione anche sul comportamento della struttura. Il distacco dell’asse posteriore avrebbe contribuito a dissipare parte dell’energia dell’urto, mentre la cellula protettiva dell’abitacolo ha mantenuto la propria integrità.

Nelle auto elettriche ad alte prestazioni, un impatto di questo tipo comporta anche il rischio di incendio delle celle. Nel caso della Yangwang U9 Xtreme, il pacco batterie non avrebbe provocato fiamme dopo lo schianto, un elemento che mette in evidenza la resistenza del sistema di accumulo.


La vetrina internazionale

Il progetto non riguarda soltanto la ricerca della velocità massima. Per BYD, una supercar elettrica da quasi 3.000 CV serve anche a rafforzare la presenza del marchio nei segmenti di lusso e a misurarsi con i costruttori tradizionali di automobili ad altissime prestazioni.

La casa cinese utilizza così le prove estreme per sostenere l’immagine di un’azienda capace di competere sul piano tecnico anche fuori dal settore delle vetture destinate alla mobilità quotidiana.

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