Horner svela il retroscena Verstappen: “Marko temeva Jos
L’ex capo della Red Bull racconta la frattura con Helmut Marko e offre una versione diversa sull’arrivo di Max nel programma della squadra
Christian Horner ha contestato il modo in cui Red Bull accompagnava i propri giovani talenti, sostenendo di essersi trovato spesso a correggere decisioni altrui: «Io non l’avrei fatto così. Mi sembrava di dover sempre rimediare ai pasticci».
Il dubbio su Max e suo padre
Nel suo racconto, Horner sostiene che Helmut Marko non fosse inizialmente favorevole all’ingresso di Max Verstappen nell’universo Red Bull. A frenarlo, più che il talento del pilota olandese, sarebbe stata la presenza del padre Jos, che l’austriaco avrebbe definito “un incubo”.
Secondo l’ex dirigente, Marko riteneva inoltre che la squadra non avesse bisogno, in quel momento, di un ragazzo di appena 15 anni. Verstappen entrò nel programma giovani il 12 agosto 2014, ma la ricostruzione di Horner ribalta l’idea secondo cui Marko avrebbe individuato da subito il futuro campione.
Quattordici titoli e una frattura
La vicenda si inserisce nella storia di un rapporto nato sotto il segno della collaborazione e terminato con uno dei conflitti più accesi vissuti dalla Red Bull. In circa vent’anni, la squadra è passata dalla costruzione del progetto ai 14 titoli mondiali, mentre il legame tra i due uomini si è progressivamente consumato.
Horner ha raccontato questa evoluzione in un’intervista al Times e nel libro *Drive*, atteso il 22 ottobre. La sua versione parte proprio dall’inizio della carriera in Red Bull: «Fu Marko a darmi la mia prima occasione. Vide qualcosa in me che lo colpì e mi raccomandò a Dietrich Mateschitz».
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Il rapporto cambiato nel tempo
La riconoscenza per quell’opportunità non avrebbe impedito alle incomprensioni di aumentare. Horner ritiene che Marko abbia continuato a considerarlo una sorta di protetto anche quando il suo incarico e il suo peso all’interno della struttura erano ormai profondamente cambiati.
Il passaggio più doloroso sarebbe arrivato nei giorni precedenti alla sua uscita dalla Red Bull. Horner ha ricordato che Marko era stato a casa sua con la famiglia poco prima del licenziamento, pur sapendo cosa stava accadendo: «Pochi giorni prima del mio licenziamento, Marko era stato a casa mia insieme alla mia famiglia. Sapeva tutto, ma non ha detto una parola».
Due versioni sull’esordio del campione
Le parole di Horner contrastano con quanto Marko aveva sostenuto pochi mesi fa. L’austriaco aveva infatti raccontato di aver dovuto superare le perplessità dello stesso Horner per portare Verstappen in Red Bull già nel 2016, anticipandone la promozione.
L’ex team principal ha anche riconosciuto che il proprio temperamento può aver contribuito alle tensioni interne: «Forse sono uno che si ama o si odia. So di non piacere a tutti. Del resto è impossibile». La distanza tra i due, dunque, non riguarda soltanto la gestione di Verstappen, ma una lunga relazione professionale diventata progressivamente conflittuale.
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