Honda, la mossa per alleggerire i motori: cilindri ovali sulle CBR
Il nuovo brevetto della Casa giapponese riduce il metallo dove serve meno, concentrandolo nelle zone sottoposte alle sollecitazioni maggiori.
Meno materiale, ma senza sacrificare robustezza e affidabilità: è questo l’obiettivo del brevetto depositato da Honda per una nuova configurazione dei cilindri. La soluzione, destinata almeno negli schemi progettuali a un motore bicilindrico parallelo della famiglia CBR, punta a ridurre il peso intervenendo direttamente sulla forma esterna delle canne.
L’idea segue il principio reso celebre da Colin Chapman: prima eliminare ciò che non serve, poi rendere più leggero ciò che resta. Invece di ricorrere a leghe particolari e costose, Honda ha quindi scelto di distribuire il materiale in modo differente, adeguandolo alle forze effettivamente presenti durante il funzionamento.
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Il metallo si concentra dove serve
La sezione esterna del cilindro non sarebbe più perfettamente circolare, ma ovale. La parte più larga e resistente viene disposta lungo la direzione perpendicolare all’albero motore, cioè sull’asse che segue i flussi di aspirazione e scarico.
È proprio in questa zona che il pistone genera le spinte laterali più significative e che la struttura deve sopportare i carichi meccanici maggiori. Sul lato parallelo all’albero motore, invece, le sollecitazioni risultano più contenute: qui le pareti possono essere assottigliate, rimuovendo materiale senza indebolire l’insieme.
Più leggerezza anche contro il calore
Secondo la logica descritta nel brevetto, la geometria asimmetrica non servirebbe soltanto a risparmiare materia prima. La distribuzione mirata degli spessori dovrebbe aiutare anche a mantenere la rigidità del gruppo e a limitare le deformazioni provocate dalle alte temperature raggiunte dal motore durante l’uso.
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Gli schemi collegano questa soluzione a un propulsore a due cilindri paralleli montato su una sportiva CBR. L’approccio ricorda quello utilizzato nello sviluppo delle automobili ad altissime prestazioni e nella progettazione generativa: conservare il materiale nelle aree sottoposte a maggiore stress e ridurlo dove il contributo strutturale è meno rilevante.
Un brevetto, non ancora una produzione
La documentazione riguarda una tecnologia progettuale e non conferma, da sola, l’arrivo imminente di una nuova motocicletta di serie. Il brevetto mostra tuttavia quale direzione Honda stia valutando per ottenere propulsori più compatti e leggeri, mantenendo al tempo stesso un livello adeguato di resistenza.
L’eventuale applicazione sulle future CBR dipenderà da ulteriori verifiche tecniche, industriali ed economiche. Per ora il punto centrale resta la scelta di ottimizzare la struttura del cilindro invece di sostituire i materiali tradizionali con soluzioni più rare o onerose.
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