Harley-Davidson cambia pista: dal 2027 la sfida diventa mondiale
Dopo il 2026 terminerà la presenza ufficiale nel MotoAmerica King of the Baggers, mentre la Casa investirà sulla Coppa mondiale e sulle gare accessibili ai clienti
Il capitolo americano delle bagger ufficiali si chiuderà alla fine del 2026, ma Harley-Davidson non abbandonerà le competizioni. La Casa di Milwaukee ha scelto di spostare il baricentro del proprio impegno verso un progetto internazionale legato alla MotoGP e, contemporaneamente, verso iniziative più facilmente praticabili dai motociclisti.
La decisione ridisegna una strategia costruita negli ultimi sei anni: la squadra ufficiale non correrà più nel MotoAmerica King of the Baggers, campionato che ha contribuito a rendere popolare insieme a Indian, mentre le competenze maturate in pista saranno trasferite ad altri programmi.
Sei anni da protagonista negli Stati Uniti
L’uscita riguarda l’attività ufficiale e non equivale necessariamente alla scomparsa delle Harley-Davidson dalla categoria. Il comunicato non chiarisce infatti se, dal 2027, alcune squadre private continueranno a schierare moto di Milwaukee nel campionato statunitense.
Il bilancio della Factory Racing comprende tre titoli nazionali conquistati in sei stagioni e 27 successi individuali ottenuti da Kyle Wyman, il pilota più vincente nella storia della serie. Le sfide disputate a Elkhart Lake e Road Atlanta hanno trasformato quella che sembrava una curiosità del paddock in uno degli appuntamenti più spettacolari del motociclismo americano.
Anche il confronto con Indian Motorcycle Racing ha avuto un ruolo centrale nella crescita del progetto. Jason Kehl, direttore tecnico e responsabile della squadra, ha riconosciuto il valore degli avversari: «Indian Motorcycle Racing ci ha offerto una concorrenza durissima in tutte e sei le stagioni. Avere un rivale capace di spingerci continuamente a migliorare ha reso più forte il team e più importanti le nostre vittorie».
La Coppa mondiale prende il comando
Dal 2027 il programma principale sarà il Premier Racing, costruito attorno alla FIM Harley-Davidson Bagger World Cup e sviluppato insieme a MotoGP, IRTA e FIM. La serie verrà ampliata con un maggior numero di squadre e piloti, oltre a un calendario più esteso rispetto alla stagione inaugurale.
L’esordio ha superato le aspettative della Casa: cinque vincitori diversi, tutti i team capaci di salire sul podio e una contesa per il titolo rimasta aperta fino all’ultimo appuntamento. Il campionato si è concluso al Red Bull Ring con il successo dell’australiano Archie McDonald, favorito dall’incidente che ha coinvolto Andrea Iannone ed Eric Granado e ha eliminato il brasiliano dalla lotta decisiva.
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La presenza all’interno dei fine settimana della MotoGP ha dato alla competizione una dimensione europea e internazionale, rafforzata dalla partecipazione di nomi conosciuti come Iannone con Niti Racing. I dettagli sullo schieramento e sulle gare del 2027 saranno comunicati più avanti. Jeffrey Schuessler, responsabile globale dei programmi sportivi, ha definito la prima stagione soltanto «il punto di partenza».
Più spazio alle gare per tutti
Accanto alla vetrina mondiale nascerà il Grassroots Racing, pensato per avvicinare alle competizioni motociclisti con esperienze e disponibilità differenti. Harley-Davidson cita gare di accelerazione, flat track e confronti tra concessionari, ma non ha ancora indicato formule, regolamenti o date.
La nuova impostazione servirà anche a sostenere lo sviluppo delle moto stradali e degli accessori Screamin' Eagle. I dati raccolti dalla squadra ufficiale e il patrimonio tecnico accumulato non saranno dispersi: confluiranno nella Coppa mondiale, nella progettazione dei nuovi modelli e nei kit Stage e componenti ad alte prestazioni distribuiti attraverso la rete dei concessionari.
Bryan Niketh, responsabile delle operazioni, ha spiegato che Screamin' Eagle rappresenta il collegamento tra progettazione e prestazioni, sottolineando l’obiettivo di trasferire ai clienti le soluzioni sperimentate in gara.
La scelta si inserisce nel percorso avviato da Artie Starrs, arrivato alla guida dell’azienda nell’ottobre 2025 dopo Jochen Zeitz. Nei mesi successivi Harley-Davidson ha riorganizzato il management, reintrodotto Niketh nel ruolo operativo, affrontato il calo di vendite e ricavi del 2025 e avviato una politica di contenimento dei costi.
Nello stesso quadro rientrano la piattaforma di marchio RIDE, presentata ad aprile, e il piano Back to the Bricks annunciato a maggio: 20 nuovi modelli in tre anni, il ritorno dello Sportster 883 e la Sprint per raggiungere anche motociclisti più giovani o con un budget più limitato. La strategia sportiva segue dunque una doppia direzione: maggiore visibilità internazionale da una parte, accesso più semplice alle gare dall’altra.
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