Hamilton accusa la Ferrari: la vittoria sfumata per una scelta
Il pilota inglese rimpiange la decisione sulle gomme nel GP del Bahrain disputato in Malesia, mentre Verstappen torna al successo e Antonelli allunga in classifica.
La Ferrari lascia la Malesia con il podio di Lewis Hamilton e il quarto posto di Charles Leclerc, ma anche con il rimpianto di un risultato molto più ambizioso. Secondo il sette volte campione del mondo, la SF-26 aveva il passo necessario per giocarsi la vittoria: a compromettere la gara sarebbe stata soprattutto la scelta degli pneumatici al via.
Hamilton, partito dalla prima fila accanto a Max Verstappen, e Leclerc, quarto in griglia, hanno infatti optato entrambi per le gomme morbide nonostante l’asfalto bagnato. La decisione ha fatto scivolare rapidamente le due Ferrari nelle retrovie, costringendo la squadra a impostare una rimonta invece di difendere le posizioni di partenza.
Hamilton vede una vittoria mancata
Nel dopo-gara, Hamilton ha spiegato di aver avvertito sensazioni molto positive al volante e ha indicato nelle gomme intermedie la possibile chiave per restare davanti. «Credo che alla fine oggi da una parte del mio cuore provo dolore, perché penso avessimo il potenziale per puntare alla vittoria, la macchina mi ha dato sensazioni grandiose», ha detto il britannico.
Il pilota Ferrari ha aggiunto che, con una scelta diversa all’inizio, avrebbe potuto contendere il successo a Verstappen. La strategia adottata in seguito, a suo giudizio, avrebbe comunque consentito di puntare almeno al secondo posto. Hamilton ha quindi chiesto un’analisi interna per evitare che errori simili si ripetano nei prossimi appuntamenti.
Ferrari, gli errori non finiscono
Il problema non riguarda soltanto la gara malese. Nelle ultime uscite la Scuderia ha pagato decisioni discutibili sulle strategie, soste ai box poco efficaci e aggiornamenti tecnici che non hanno prodotto il salto in avanti atteso. Nel frattempo, Red Bull ha conquistato il primo Gran Premio con unità di potenza costruite internamente, trascinata da una prestazione vincente di Verstappen.
Il successo ha permesso all’olandese di raggiungere Michael Schumacher a quota 72 vittorie ottenute con la stessa squadra. Alle sue spalle si è piazzato Kimi Antonelli, sempre più solido al vertice della graduatoria, mentre Hamilton ha chiuso terzo e Leclerc quarto. Il risultato della Ferrari, per quanto positivo sul piano dei punti, è stato quindi accompagnato dalla sensazione di un’occasione sprecata.
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Vasseur resta sotto pressione
Il futuro di Frédéric Vasseur continua a essere oggetto di discussione. Nonostante le smentite ufficiali, le indiscrezioni su un possibile addio del responsabile francese alla fine della stagione non sono rientrate. A pesare sono la gestione delle strategie e l’impressione di una direzione tecnica non sempre capace di reagire con chiarezza nei momenti decisivi.
Anche Leclerc è apparso meno incisivo rispetto alle attese, mentre il terzo posto di Hamilton non ha cancellato i dubbi emersi durante il fine settimana. La Ferrari aveva due vetture nelle prime due file, ma non ha differenziato le scelte al semaforo, finendo per subire le conseguenze di una decisione comune rivelatasi errata.
Antonelli allunga, Russell si ferma
A sorridere è soprattutto Antonelli, che ha portato il proprio vantaggio su George Russell a 84 punti. Con sette gare ancora da disputare e 182 punti disponibili, il pilota bolognese può chiudere la corsa al titolo con largo anticipo, mentre il compagno britannico è stato costretto al ritiro da un problema al propulsore.
Il fine settimana è stato segnato anche da diverse avarie legate ai programmi di gestione delle unità di potenza. Le difficoltà hanno riacceso le perplessità sulla direzione tecnica intrapresa dalla Formula 1: dal 2030, secondo le ipotesi attuali, le monoposto potrebbero tornare a utilizzare motori V8, una prospettiva gradita agli appassionati più legati alla tradizione.
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