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Motori 2 min di lettura16 ott

Guida autonoma, l’Italia rischia di perdere la corsa: l’allarme Niulinx

La società, sostenuta da 38 milioni di euro di investimenti, chiede nuove regole per evitare che test, capitali e competenze si trasferiscano all’estero.

Con 38 milioni di euro raccolti ad aprile e una squadra di 100 persone, Niulinx è tra le realtà italiane più esposte alle conseguenze delle regole sulla guida autonoma. La società, nata dal Politecnico di Milano, teme che l’incertezza normativa possa spingere il settore lontano dall’Italia.

L’azienda ha già aperto una sede a Monaco di Baviera e sviluppa un sistema di livello 4, basato su componenti e programmi propri, installato su Fiat 500e di serie. La tecnologia è attualmente sottoposta a prove su strada nel nostro Paese.

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Test e investimenti rischiano di partire

Se la disciplina non sarà corretta, le imprese italiane potrebbero dover trasferire in Germania o in Spagna le verifiche necessarie per ottenere l’omologazione dei veicoli automatizzati. Entrambi i Paesi, secondo Niulinx, dispongono già di un quadro regolatorio più adatto a queste attività.

Il possibile spostamento non riguarderebbe soltanto le prove tecniche. All’estero potrebbero finire anche nuovi capitali, progettisti specializzati e le aziende della filiera che si sta formando intorno alla guida senza conducente. Tra le prime realtà potenzialmente coinvolte ci sarebbe proprio Niulinx, già presente in Baviera.


Il nodo resta la responsabilità

Luca Foresti, amministratore delegato di Niulinx, riconosce che il provvedimento rappresenta un primo passo, perché ammette per la prima volta l’impiego di mezzi capaci di procedere senza una conduzione tradizionale. A suo giudizio, tuttavia, il testo mantiene due ostacoli decisivi per chi vuole offrire servizi su strade aperte al traffico.

Da una parte viene ancora richiesta la presenza di un conducente nell’abitacolo; dall’altra, la responsabilità rimane attribuita a quella persona anche quando il controllo effettivo del mezzo è affidato al sistema. Foresti avverte che, senza un intervento in tempi brevi, gli operatori potrebbero scegliere altri mercati europei: «Sarebbe una occasione persa per l'Italia».

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La supervisione a distanza resta sospesa

La nuova normativa contempla anche la possibilità di controllare il veicolo da remoto. Questa facoltà, però, non sarebbe immediatamente applicabile: occorre ancora un decreto attuativo che stabilisca modalità e condizioni della supervisione esterna.

Fino all’adozione di quel provvedimento, il responsabile del mezzo dovrebbe quindi restare a bordo. È questo uno degli elementi che, secondo l’azienda milanese, rendono poco praticabile l’avvio di servizi commerciali fondati sulla guida automatizzata.


Un settore italiano già finanziato

Niulinx sostiene che l’Italia possieda competenze significative nel comparto. Ad aprile la società ha ottenuto 38 milioni di euro da Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli, finanziamenti destinati anche allo sviluppo della propria piattaforma tecnologica.

Il timore è che un iter legislativo particolarmente lungo renda più conveniente operare fuori dai confini nazionali. In quel caso, la crescita di un ecosistema industriale italiano potrebbe rallentare proprio mentre altri Paesi europei stanno definendo norme più favorevoli alla sperimentazione.

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