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Motori 3 min di lettura53 min fa

Grenadier, la nuova sfida alla Defender arriva anche nell’Esercito

Ineos Automotive prepara le consegne in Italia dal 2027: il fuoristrada britannico punta sulle commesse militari senza rinunciare a motori e configurazioni diverse.

Il passaggio più importante per Ineos Grenadier non riguarda soltanto il mercato civile: il fuoristrada britannico si prepara a entrare nelle dotazioni dell’Esercito Italiano. Il numero dei veicoli non è ancora stato comunicato, ma l’operazione avrà un peso economico rilevante e le prime consegne curate da ATflow, distributore regionale del marchio, sono previste dal 2027.

La scelta conferma la vocazione professionale di un modello nato per affrontare terreni difficili e impieghi gravosi. Ineos Automotive, fondata nel 2016 da Sir Jim Ratcliffe, sta infatti ampliando la presenza del Grenadier presso forze armate, polizia, servizi di emergenza e autorità impegnate nel controllo dei confini.


La partita militare entra nel vivo

L’azienda ha già ottenuto un accordo in Austria per fornire veicoli destinati soprattutto alle forze dell’ordine, alla sorveglianza delle frontiere e ai soccorsi. In parallelo, il costruttore britannico tratta con altri apparati militari europei, compresi quelli appartenenti alla NATO, mentre un consorzio guidato da Ineos Automotive ha presentato al Ministero della Difesa del Regno Unito una proposta per un nuovo mezzo dedicato alla mobilità leggera.

Mike Whittington, direttore commerciale di Ineos Automotive, ha collegato la crescita di queste richieste all’aumento delle tensioni geopolitiche. «Le forze armate stanno rafforzando capacità e resilienza e hanno bisogno delle migliori attrezzature moderne disponibili», ha dichiarato, definendo il Grenadier un mezzo progettato per operare senza interruzioni in incarichi di rilievo.

Restano da chiarire le specifiche delle versioni destinate all’Italia. Tra le aspettative c’è anche l’adozione di livelli elevati di protezione balistica, così da rendere il veicolo adatto a scenari nei quali la sicurezza degli occupanti è una priorità.


Un progetto nato dopo il rifiuto

L’origine del Grenadier risale alla fine della Defender storica, uscita di produzione nel gennaio 2016 dopo 67 anni. L’obiettivo iniziale di Ineos era aggiornare quel modello, ma Land Rover respinse la proposta. Di conseguenza, i tecnici scelsero di sviluppare una vettura completamente nuova, identificata all’inizio con il nome in codice Projekt Grenadier.

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Il nome definitivo richiama il pub londinese nel quale Sir Jim Ratcliffe avrebbe concepito l’idea del veicolo. Il piano industriale prevedeva inizialmente una fabbrica in Galles, ma nel dicembre 2020 Ineos annunciò l’acquisizione da Mercedes-Benz dello stabilimento Smart di Hambach, in Francia, destinato alla produzione.


Telaio robusto e motori diversi

Il Grenadier è stato concepito come un fuoristrada senza compromessi, con carrozzeria imponente e una struttura pensata per sopportare forti sollecitazioni. La disponibilità di più configurazioni della carrozzeria e di diversi passi consente di adattarlo a esigenze operative differenti, dalle attività professionali agli interventi delle squadre di emergenza.

La gamma comprende propulsori a benzina e diesel. Ineos sta però valutando anche alternative ai motori tradizionali: tra queste figura una variante a celle a combustibile alimentata a idrogeno, sviluppata insieme a Hyundai. La strategia indica la volontà di mantenere il carattere specialistico del modello, preparandolo allo stesso tempo a possibili evoluzioni tecniche.

Con gli accordi militari già firmati e le trattative ancora aperte in Europa, il Grenadier sta così cercando uno spazio preciso nel settore dei mezzi da lavoro e della difesa. L’arrivo delle prime unità in Italia nel 2027 rappresenterà il prossimo banco di prova per il progetto nato come alternativa alla Defender.

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