Gomme Ducati, Taramasso chiarisce: «Non era un complotto
Il responsabile Michelin per le competizioni motociclistiche precisa il senso delle sue parole sul caso del Red Bull Ring e riconosce il valore dell’analisi di Bernardelle.
La polemica sulle difficoltà della Ducati al Red Bull Ring si chiude con una precisazione di Piero Taramasso. Il responsabile Michelin per le competizioni motociclistiche ha inviato un messaggio audio per chiarire il senso delle parole pronunciate durante un’intervista a Sky nel fine settimana del Gran Premio del Giappone.
Taramasso corregge il tiro
A Motegi, Taramasso aveva definito con un’espressione molto dura le ricostruzioni secondo cui la carcassa rigida portata da Michelin in Austria, già utilizzata anche in Thailandia, avrebbe penalizzato tutte le Ducati e favorito l’Aprilia. La questione era stata analizzata anche da Giulio Bernardelle e Luca Cadalora, senza evocare complotti, ma mettendo in relazione il comportamento delle moto con le caratteristiche degli pneumatici.
Nel suo chiarimento, Taramasso ha spiegato che il bersaglio delle sue parole non erano gli esperti che esaminano i dati. «La mia risposta era rivolta soprattutto a chi parla di complotto», ha precisato, riconoscendo competenza e serietà al lavoro svolto da Bernardelle e dalla redazione. Il dirigente Michelin ha aggiunto che, in un’intervista televisiva di pochi secondi, non aveva avuto modo di esporre il proprio ragionamento completo.
La carcassa non decide da sola
Secondo Taramasso, quella soluzione tecnica non rappresenta più una novità per i costruttori. Ducati e Aprilia la utilizzano e la studiano da anni, così come i rispettivi piloti: per questo non sarebbe corretto considerarla automaticamente un elemento capace di trasformare il rendimento di una moto.
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Il fattore decisivo, a suo avviso, è il modo in cui ogni squadra riesce a interpretare lo pneumatico e ad adattare la propria configurazione alle condizioni del tracciato. Il risultato può quindi cambiare da una pista all’altra, proprio come accade con la carcassa standard: una casa può sfruttarla meglio in un determinato fine settimana, mentre un’altra può trovarsi più a suo agio altrove.
Nessuna gomma assegnata a un marchio
La conclusione di Taramasso è netta: la carcassa non sarebbe stata progettata per favorire Aprilia, Ducati o KTM. Il suo rendimento dipende dal lavoro compiuto dai team e dalla capacità dei piloti di adattarsi, non da un collegamento fisso tra quello pneumatico e una specifica marca.
La replica è stata accolta con favore, anche perché i rapporti tra Taramasso e Bernardelle sono sempre stati improntati alla cordialità. Il chiarimento riporta così il confronto sul terreno tecnico: analizzare il comportamento delle gomme senza trasformare ogni differenza di rendimento in un’accusa di manipolazione.
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