Gomma ko e Sprint finita: il sabato nero di Bagnaia
A Motegi il pilota Ducati resta lontano dalle posizioni di vertice e si ritira dopo il cedimento della gomma posteriore morbida.
Il problema alla gomma posteriore ha trasformato una Sprint già complicata in un ritiro per Pecco Bagnaia. L’italiano, partito dalle retrovie dopo il tredicesimo posto in qualifica, ha dovuto abbandonare la gara proprio nelle fasi conclusive, quando sembrava poter chiudere almeno in undicesima posizione.
Un altro colpo sul circuito di Motegi
Il fine settimana giapponese non ha ancora riportato Bagnaia ai livelli sperati. A Motegi, pista sulla quale aveva ottenuto la sua ultima vittoria nel 2025, il pilota italiano ha faticato fin dall’inizio e non è riuscito a recuperare terreno durante la gara breve.
La situazione è peggiorata nel finale, quando uno squarcio sulla gomma posteriore morbida lo ha costretto a dirigersi verso i box senza tagliare il traguardo. Il ritiro ha cancellato la possibilità di conquistare l’undicesima piazza, posizione che Bagnaia occupava prima del problema.
Il nodo del nuovo asfalto
Intervistato da Sky Italia, Bagnaia ha commentato l’episodio con amara ironia: «Non ci resta che piangere…». Il pilota ha però escluso toni polemici e ha ricondotto le difficoltà soprattutto alle caratteristiche del manto appena rifatto, che non permettevano alla squadra di prevedere con precisione il comportamento della gomma.
La mancanza di aderenza ha reso necessario un compromesso nella scelta dello pneumatico. Secondo Bagnaia, il poco grip può aumentare il calore sulla gomma e favorire episodi come quello verificatosi durante la Sprint, un aspetto che il gruppo dovrà analizzare in vista della gara principale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Vibrazioni sempre più evidenti
Il pilota Ducati ha raccontato di aver avvertito una riduzione dell’aderenza nella parte centrale della corsa. Con il passare dei giri, la scia degli avversari avrebbe contribuito a innalzare ulteriormente la temperatura degli pneumatici, rendendo il comportamento della moto ancora più difficile da gestire.
Intorno al sesto giro sono comparse vibrazioni sempre più intense in ingresso di curva. Per limitarle, Bagnaia ha aumentato l’utilizzo del freno posteriore, una scelta che ha finito per aggravare il riscaldamento della gomma e portare alle conseguenze osservate nel finale.
La ricerca di una soluzione
Per la domenica l’obiettivo indicato da Bagnaia è intervenire soprattutto sul livello di aderenza. Il lavoro della squadra sarà orientato a trovare una configurazione più efficace, sfruttando i dati raccolti durante una Sprint chiusa anzitempo.
«Dobbiamo lavorare e fare un altro passo nella direzione del grip», ha spiegato il pilota, lasciando aperta la possibilità di un rendimento migliore nella gara lunga. La priorità sarà evitare un nuovo deterioramento dello pneumatico e restituire alla Ducati una moto più controllabile.
Continua a leggere
Moto Guzzi, il cancello resta aperto: quanto costa visitarla d’inverno
Da ottobre a marzo il polo di Mandello del Lario accoglie il pubblico per quattro giorni alla settimana tra moto storiche, fabbrica e Galleria del Vento
Ferrari, la pole sfuma ma Hamilton sorprende: il vero rischio è domani
La seconda posizione del britannico soddisfa Vasseur, che invita a non fidarsi del risultato sul giro secco: in gara la gestione degli pneumatici sarà decisiva.
Leclerc punta al podio a Sepang: Mercedes permettendo
Il ferrarista scatterà dalla seconda fila dopo la penalità a Hadjar e considera ancora aperta la corsa ai primi tre posti.
Martin perde la sfida sul finale: Marquez incassa due punti
La gomma posteriore ha frenato Jorge fino all’errore sul verde, mentre Marc ha gestito la gara breve senza forzare fin dalla prima curva.