General Motors valuta SUV ibridi a tre file
L’impianto del Michigan sarà adeguato, ma il gruppo non ha indicato modelli e tempi per la nuova produzione.
General Motors sta valutando l’introduzione di versioni ibride per alcuni dei suoi grandi SUV a tre file di sedili negli Stati Uniti. Tra i modelli coinvolti potrebbero esserci Chevrolet Traverse, Buick Enclave e GMC Acadia.
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Investimenti nello stabilimento Michigan
Il gruppo ha confermato un piano di investimenti per lo stabilimento Lansing Delta Township, in Michigan, con l’obiettivo di renderlo adatto alla produzione di veicoli ibridi. Non sono però stati comunicati né il calendario dei lavori né i modelli destinati alle linee produttive.
I tre SUV vengono assemblati proprio nell’impianto e figurano tra i veicoli più venduti da General Motors sul mercato statunitense. L’azienda, quindi, potrebbe applicare la nuova tecnologia a modelli già affermati invece di limitarla a una gamma completamente inedita.
Pressioni dal mercato americano
La possibile revisione della strategia arriva dopo una perdita di quote negli Stati Uniti registrata da GM nel corso dell’anno. Nello stesso periodo, costruttori con una presenza più solida nel comparto ibrido, come Toyota, hanno conquistato spazio.
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Attualmente, sul mercato statunitense, General Motors propone una soluzione ibrida soltanto per Chevrolet Corvette. L’ampliamento dell’offerta permetterebbe così al gruppo di coprire una fascia oggi priva di alternative elettrificate diverse dai modelli completamente elettrici.
Le richieste dei concessionari
Anche la rete dei concessionari ha sollecitato l’arrivo di automobili ibride. Gli operatori hanno contestato la mancanza, nella gamma GM, di veicoli capaci di affiancare le versioni a batteria senza sostituirle del tutto.
La posizione attuale si discosta da quella sostenuta in passato dai vertici dell’azienda. General Motors aveva infatti considerato i sistemi ibridi troppo costosi e complessi, scegliendo di concentrare gli investimenti sui veicoli elettrici. L’adeguamento dell’impianto del Michigan indica ora una possibile revisione di quella linea, anche se restano da chiarire tempi e modelli coinvolti.
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