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Gasolio, il conto dello sconto finisce il 5 ottobre: cosa succede

Il Codacons chiede di mantenere fino a dicembre gli sconti dei petrolieri, mentre il diesel resta molto più caro rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran.

Il Codacons sollecita le compagnie petrolifere a mantenere gli sconti e il tetto ai prezzi almeno fino alla fine dell’anno. Secondo l’associazione, infatti, il costo del greggio resta elevato e la crisi in Medio Oriente non appare vicina a una soluzione.

La richiesta arriva mentre gli automobilisti continuano a pagare il gasolio 52,1 centesimi di euro in più al litro rispetto alla fase precedente al conflitto in Iran. Per un rifornimento completo, osserva il Codacons, la spesa aggiuntiva supera così i 26 euro.


Il taglio fiscale arriva al capolinea

La riduzione delle accise sul diesel, pari a 6,1 centesimi di euro, terminerà lunedì 5 ottobre. Al suo posto dovrebbe entrare in funzione il meccanismo delle accise mobili, con possibili effetti al rialzo sui prezzi praticati alla pompa.

Il passaggio preoccupa l’associazione dei consumatori, che invita gli operatori a non interrompere le iniziative di contenimento dei prezzi. L’obiettivo indicato è accompagnare almeno fino a dicembre una fase ancora caratterizzata da quotazioni petrolifere molto alte.


I ribassi dell’ultima settimana

Nel frattempo, le promozioni applicate dalle compagnie e il tetto ai prezzi hanno prodotto una diminuzione generalizzata dei carburanti sul territorio nazionale. Sulla rete ordinaria, nell’arco di sette giorni, la benzina ha perso 11 centesimi di euro al litro, mentre il gasolio è arretrato di 13,3 centesimi.

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Tradotto in termini pratici, il pieno di benzina costa circa 5,5 euro in meno e quello di diesel 6,65 euro in meno. Il Codacons, che rileva quotidianamente l’andamento dei prezzi, segnala però un calo ancora più consistente lungo la rete autostradale.


Autostrade, risparmi quasi raddoppiati

Sulle autostrade la benzina è scesa di 19 centesimi di euro al litro e il gasolio di 19,1 centesimi. Per gli automobilisti il risparmio su un pieno si aggira quindi intorno ai 9,5 euro.

Questi ribassi non cancellano tuttavia il divario rispetto al periodo antecedente al conflitto in Iran: il diesel resta più costoso del 30,2%. La fine dello sconto fiscale del 5 ottobre rischia ora di incidere nuovamente sulla spesa quotidiana di chi utilizza l’auto.

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