Ferrari, Todt e la paura di fallire: «Potevo essere licenziato in 2 anni
L’ex dirigente racconta l’ansia vissuta all’arrivo a Maranello e il sostegno decisivo ricevuto da Schumacher nei momenti più difficili.
A Maranello il ruolo di team principal sembra portare con sé una pressione ricorrente, capace di mettere in discussione anche i dirigenti più stimati. Mentre Frederic Vasseur affronta una fase delicata dopo quattro anni alla guida della Ferrari, il racconto di Jean Todt riporta alla luce quanto fosse già pesante quella responsabilità negli anni Novanta.
Il timore di una fine prematura
Intervistato nei giorni scorsi dal programma audio 21News, Todt ha ricordato l’incertezza che accompagnò il suo passaggio dalla Peugeot alla Ferrari. Lasciava una posizione solida e una reputazione costruita nel tempo per accettare una sfida che molti, compreso Alain Prost, consideravano destinata al fallimento.
«Mi dissero che non sarei durato nemmeno 2 anni», ha raccontato Todt, spiegando di essersi interrogato anche sulle conseguenze professionali di un eventuale esonero. Il manager francese ha ammesso di avere vissuto a lungo con l’ansia e di avere temuto che quella scelta potesse trasformarsi in una catastrofe.
Schumacher scelse di restare
Le prime stagioni non furono semplici e i risultati, spesso inferiori alle aspettative, alimentarono ulteriori dubbi. Todt ha spiegato di essersi chiesto più volte se il progetto potesse davvero funzionare, senza però rinunciare alla propria linea: «Non ho mai abbassato la guardia».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A suo giudizio, la svolta fu resa possibile dalla costruzione di una squadra efficiente e dalla disponibilità degli azionisti ad accogliere il piano proposto. Anche Michael Schumacher ebbe un ruolo importante: quando qualcuno chiedeva la sostituzione di Todt, il pilota faceva sapere che avrebbe lasciato a sua volta la Ferrari.
Una storia già vista a Maranello
Il sostegno di Schumacher arrivò circa trent’anni fa, in una fase in cui Todt era bersaglio delle critiche della stampa. Nel 1993 il suo arrivo aveva già suscitato polemiche, mentre nel 1996 il manager fu nuovamente al centro di una campagna contraria alla sua permanenza.
Poche settimane dopo, anche Luca Cordero di Montezemolo si schierò dalla sua parte. Quella difesa contribuì a consolidare la posizione di Todt, che avrebbe poi guidato la Ferrari nel ciclo vincente del periodo 2000-2004. Il suo percorso mostra come, a Maranello, la fiducia nei responsabili della squadra possa essere messa alla prova molto prima che arrivino i risultati.
Continua a leggere
Cambridge, Nissan mette alla prova la guida autonoma: cosa studia
Una Nissan LEAF del 2022 sarà coinvolta in prove reali per valutare l’impatto dei veicoli autonomi sugli spostamenti quotidiani e sulle necessità dei residenti
Prezzi alla pompa ridotti: Ok Energie rinuncia a 10mila euro al giorno
La rete indipendente abruzzese applica benzina a 1,999 euro e diesel a 2,199, assorbendo un costo quotidiano rilevante per sostenere automobilisti e imprese.
Taycan, il danno invisibile trasforma un urto in un conto da 37.890 dollari
La Porsche Taycan di Matt Farah aveva segni esterni contenuti, ma l’ispezione ha rivelato guasti a sospensioni, sensori e componenti elettronici.
Grecia, 52 marchi ad Atene: la sfida dell’auto cambia volto
AutoAthina 2026 riunirà costruttori europei, asiatici e nuovi marchi globali in un mercato spinto da ibride, incentivi ed elettrificazione