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Motori 2 min di lettura13 ore fa

Ferrari, Todt e la paura di fallire: «Potevo essere licenziato in 2 anni

L’ex dirigente racconta l’ansia vissuta all’arrivo a Maranello e il sostegno decisivo ricevuto da Schumacher nei momenti più difficili.

A Maranello il ruolo di team principal sembra portare con sé una pressione ricorrente, capace di mettere in discussione anche i dirigenti più stimati. Mentre Frederic Vasseur affronta una fase delicata dopo quattro anni alla guida della Ferrari, il racconto di Jean Todt riporta alla luce quanto fosse già pesante quella responsabilità negli anni Novanta.


Il timore di una fine prematura

Intervistato nei giorni scorsi dal programma audio 21News, Todt ha ricordato l’incertezza che accompagnò il suo passaggio dalla Peugeot alla Ferrari. Lasciava una posizione solida e una reputazione costruita nel tempo per accettare una sfida che molti, compreso Alain Prost, consideravano destinata al fallimento.

«Mi dissero che non sarei durato nemmeno 2 anni», ha raccontato Todt, spiegando di essersi interrogato anche sulle conseguenze professionali di un eventuale esonero. Il manager francese ha ammesso di avere vissuto a lungo con l’ansia e di avere temuto che quella scelta potesse trasformarsi in una catastrofe.


Schumacher scelse di restare

Le prime stagioni non furono semplici e i risultati, spesso inferiori alle aspettative, alimentarono ulteriori dubbi. Todt ha spiegato di essersi chiesto più volte se il progetto potesse davvero funzionare, senza però rinunciare alla propria linea: «Non ho mai abbassato la guardia».

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A suo giudizio, la svolta fu resa possibile dalla costruzione di una squadra efficiente e dalla disponibilità degli azionisti ad accogliere il piano proposto. Anche Michael Schumacher ebbe un ruolo importante: quando qualcuno chiedeva la sostituzione di Todt, il pilota faceva sapere che avrebbe lasciato a sua volta la Ferrari.


Una storia già vista a Maranello

Il sostegno di Schumacher arrivò circa trent’anni fa, in una fase in cui Todt era bersaglio delle critiche della stampa. Nel 1993 il suo arrivo aveva già suscitato polemiche, mentre nel 1996 il manager fu nuovamente al centro di una campagna contraria alla sua permanenza.

Poche settimane dopo, anche Luca Cordero di Montezemolo si schierò dalla sua parte. Quella difesa contribuì a consolidare la posizione di Todt, che avrebbe poi guidato la Ferrari nel ciclo vincente del periodo 2000-2004. Il suo percorso mostra come, a Maranello, la fiducia nei responsabili della squadra possa essere messa alla prova molto prima che arrivino i risultati.

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