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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Ferrari, in Brasile il motore Mercedes resta un dubbio

Interlagos metterà alla prova gli aggiornamenti di Maranello, con gomme più morbide e possibile degrado al posteriore

La Ferrari punta a confermarsi in Brasile dopo la prestazione offerta a Città del Messico. Il fine settimana di Interlagos chiuderà la tripletta americana della Formula 1.

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Il nodo del motore Mercedes

Gran parte dell’interesse riguarda la scelta della Mercedes sulle unità motrici. A Interlagos potrebbe debuttare una versione aggiornata con sistema ADUO e interventi concentrati soprattutto sul turbocompressore.

George Russell, in caso di sostituzione, sarebbe costretto a scontare una penalità sulla griglia. Kimi Antonelli può invece montare un turbocompressore nuovo senza arretrare, anche se aveva già anticipato a Monza la necessità di utilizzare un altro motore prima della fine dell’anno. Le buone possibilità di sorpasso offerte dal circuito renderebbero il Brasile una sede adatta per recuperare dopo una partenza dalle retrovie.


Ferrari tra Messico e Interlagos

In Messico la SF-26 era sembrata la vettura più rapida sul piano del rendimento puro. Gli interventi introdotti ad Austin hanno ampliato la finestra di funzionamento della monoposto, migliorando anche la spinta in uscita dalle curve lente.

Il tracciato brasiliano proporrà tuttavia condizioni differenti. Interlagos si trova a circa 800 metri di quota, contro i 2.200 metri di Città del Messico: l’aria meno densa continuerà a penalizzare i motori, ma la pista più scorrevole potrebbe premiare maggiormente la potenza massima rispetto alla risposta ai bassi regimi.

Le curve sono in prevalenza medio-lente, ma più lunghe e arrotondate rispetto a quelle messicane. Diventeranno quindi rilevanti la stabilità in percorrenza, la trazione con lo sterzo ancora ruotato e la frenata combinata. Brembo assegna all’impianto frenante una severità di 2 su 5, con i freni impiegati per circa il 20% del giro.

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Gomme e ritmo di gara

Pirelli porterà le mescole C3, C4 e C5, più morbide rispetto a quelle utilizzate nel 2025. L’asfalto, mediamente abrasivo, potrebbe provocare un marcato degrado termico soprattutto sulle gomme posteriori e rendere praticabile una strategia con due soste.

Per questo motivo il passo di gara dovrebbe pesare più della posizione in griglia. Le prove libere serviranno a valutare con attenzione il comportamento degli pneumatici tra le curve 3 e 5 e nelle curve 8 e 9, entrambe riasfaltate prima dell’appuntamento. Anche la pioggia potrebbe incidere, poiché gli acquazzoni sono frequenti a Interlagos.


Red Bull e McLaren all’inseguimento

Max Verstappen e Red Bull possono puntare alla quarta vittoria nelle ultime cinque gare. La configurazione brasiliana presenta poche curve veloci, uno dei settori in cui la RB22 mostra le maggiori difficoltà.

McLaren proverà invece a ridurre il divario dalla parte alta della classifica con un fondo modificato, già affiancato dagli interventi provati ad Austin. Sono attese anche nuove ali anteriori e posteriori, con un’impostazione vicina a quella prevista per la vettura del 2027: l’obiettivo è ampliare la facilità d’uso della MCL40 e renderne più costante la guida, più che aumentare il carico aerodinamico.

Antonelli arriverà in Brasile da campione del mondo e cercherà di aiutare Mercedes a ottenere anche la certezza matematica del titolo costruttori.

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