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Motori 1 min di lettura5 ore fa

E-bike truccata, il conto è salatissimo: oltre 6.000 euro e confisca

A Romano di Lombardia una bici elettrica modificata raggiungeva i 60 km/h grazie a batterie aggiuntive, acceleratore e gestione tramite applicazione.

Non era più una bicicletta elettrica, ma un vero veicolo a motore privo di targa, assicurazione e requisiti di guida: per il mezzo fermato a Romano di Lombardia, nel Bergamasco, è scattato il sequestro in vista della confisca. Al conducente sono state contestate sanzioni per oltre 6.000 euro.

La Polizia Locale ha notato il mezzo durante un normale controllo del territorio, insospettita da una velocità incompatibile con quella consentita alle biciclette a pedalata assistita. Gli accertamenti successivi hanno rivelato modifiche profonde sia alla parte meccanica sia a quella elettronica.


Il mezzo poteva arrivare a 60 km/h

L’assenza della catena ha fornito agli agenti il primo elemento decisivo: i pedali non trasmettevano più il movimento alla ruota ed erano stati convertiti, di fatto, in semplici appoggi per i piedi. La spinta non dipendeva quindi dalla pedalata del conducente.

Il veicolo disponeva anche di due batterie e di un comando manuale per l’accelerazione. Un sistema elettronico, collegato a un’applicazione per smartphone, permetteva inoltre di impostare la velocità massima su valori compresi tra 6 e 60 km/h, trasformando radicalmente le prestazioni originarie.

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Perché sono scattate le sanzioni

Con quelle caratteristiche, il mezzo non poteva più essere considerato una bicicletta a pedalata assistita. La riclassificazione come veicolo a motore ha fatto emergere diverse violazioni: il conducente era alla guida senza patente, mancava la copertura assicurativa obbligatoria e il mezzo non aveva la targa prevista.

Il sindaco di Romano di Lombardia, Gianfranco Gafforelli, ha elogiato l’intervento della Polizia Locale e ha richiamato l’attenzione sul rischio rappresentato da modifiche capaci di aumentare velocità e potenza senza garantire le necessarie tutele. «La sicurezza stradale non è un optional», ha affermato, sottolineando l’importanza di controlli costanti e dell’applicazione delle regole.

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