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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Duecinquanta Vins, in Giappone arriva la targa stradale

L’esemplare unico monta un bicilindrico due tempi da 75 CV e pesa 122 kg, con un prezzo vicino ai 56.000 euro

La Vins Duecinquanta è stata omologata per la circolazione stradale in Giappone. La moto, realizzata in un solo esemplare, ha ottenuto la targa nonostante il motore bicilindrico a due tempi.

Il modello italiano è stato proposto a un prezzo di poco inferiore a 56.000 euro. La configurazione destinata alla strada dichiara 75 CV e una massa di 122 kg in ordine di marcia.

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Un motore due tempi particolare

Il propulsore è un bicilindrico a V con cilindrata complessiva di 250 cc. I due cilindri da 124 cc lavorano con una fasatura insolita: l’accensione avviene contemporaneamente, una scelta pensata per ottenere una risposta molto aggressiva oltre gli 8.000 giri al minuto.

Il basamento è ricavato dal pieno e ospita due alberi motore separati. Cilindri e pistoni derivano dalla Yamaha YZ 125, mentre l’alimentazione è stata sviluppata da Vins con corpi farfallati a ghigliottina e iniezione elettronica proprietaria.

La lubrificazione sfrutta quattro micropompe Dell’Orto. I componenti ricevono l’olio da due serbatoi sistemati ai lati del radiatore, con una miscelazione del carburante nel rapporto di 1:50.


Potenza contenuta per la strada

Nella versione più prestazionale, il piccolo motore raggiunge 83 CV a 11.700 giri al minuto. Per l’esemplare approvato in Giappone, la potenza è stata fissata a 75 CV, rispettando i limiti della normativa Euro 5 sulle emissioni.

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Secondo Motorist, importatore giapponese della moto, il funzionamento del bicilindrico è accompagnato da vibrazioni molto marcate quando il regime supera la soglia degli 8.000 giri. Il rapporto tra peso e potenza rimane comunque particolarmente elevato.


Telaio in fibra di carbonio

La riduzione della massa è stata ottenuta anche con un cambio estraibile a sei marce e una catena alleggerita di derivazione sportiva. Il componente più caratterizzante è però il telaio monoscocca realizzato in fibra di carbonio.

La struttura incorpora i passaggi per l’aria: il flusso proveniente dalla zona della ruota anteriore viene indirizzato verso il radiatore e verso l’aspirazione collocata nella parte interna della V del motore.

Motore e avantreno sono collegati a una struttura in alluminio. Al posto del tradizionale cannotto di sterzo, la Duecinquanta utilizza un sistema di sospensione anteriore alternativo, inserito in una costruzione pensata per ridurre gli elementi non indispensabili.

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