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Motori 2 min di lettura4 ore fa

Moto, targa personalizzata da 360 euro dal 2028

La richiesta non è ancora disponibile: regole e procedura dipenderanno dal regolamento attuativo

Il nuovo Codice della strada prevede targhe personalizzate per le moto, con un costo complessivo fissato in 360 euro.

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Il problema delle targhe sostitutive

Tra gli aspetti ancora irrisolti resta la gestione delle targhe rubate, smarrite o rovinate. La riforma non supera infatti l’obbligo di reimmatricolare il veicolo quando serve un duplicato, con ulteriori spese e tempi più lunghi per il proprietario.

La possibilità di ottenere una nuova targa mantenendo la stessa immatricolazione viene indicata come una necessità distinta rispetto alla personalizzazione. Il nuovo testo interviene invece soprattutto sulla scelta di lettere e numeri.


Domande non ancora disponibili

Al momento non è possibile presentare alcuna richiesta. Il provvedimento, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, deve ancora concludere il percorso previsto e dovrà essere accompagnato dalle norme operative.

Le disposizioni dovrebbero diventare efficaci il 1° gennaio 2028. Il testo contempla anche un possibile rinvio al 1° aprile dello stesso anno; resta inoltre da stabilire quando la Motorizzazione sarà pronta a ricevere e gestire le pratiche.


Il prezzo per motocicli e automobili

Per la targa posteriore dei motoveicoli è previsto un importo base di 300 euro. A questa somma si aggiunge il 20% destinato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per un totale di 360 euro.

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Per le automobili il corrispettivo indicato sale a 600 euro, già comprensivo della maggiorazione. Gli importi riguardano la personalizzazione e potrebbero non includere altri costi amministrativi collegati alla procedura.


Lettere e numeri ancora da definire

Il testo lascia ipotizzare una libertà maggiore rispetto alla configurazione oggi usata per le moto, che comprende due lettere e cinque cifre distribuite su due righe. La disciplina precedente avrebbe consentito di scegliere, per esempio, iniziali e numeri legati al proprietario, senza modificare quel modello.

Non è ancora chiarito se sarà possibile formare nomi, soprannomi o parole vere e proprie. In ogni caso, la sequenza assegnata non potrà replicare quella di un altro veicolo ancora in circolazione.

Formato, caratteri utilizzabili e modalità per inoltrare la domanda saranno stabiliti dal regolamento attuativo. La possibilità di scegliere la combinazione, prevista dall’articolo 100 già dal 2002, non era mai diventata concreta proprio per l’assenza delle disposizioni necessarie.

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