Ducati fa 100, ma il vero duello è appena iniziato
La casa bolognese festeggia un traguardo storico mentre Marquez e Martin promettono un finale di stagione ad alta tensione.
La domenica giapponese ha consegnato alla Ducati la vittoria numero 100 in MotoGP. Un risultato raggiunto nell’arco di 203 Gran Premi, con una percentuale del 50%, e costruito in dieci anni esatti: dall’Austria 2016 al Giappone 2026.
Il successo porta la firma di Gigi Dall’Igna e di una squadra che ha in Pecco Bagnaia il principale artefice del bottino, con il 31% delle vittorie. Marc Marquez è già secondo con il 20%, mentre Andrea Dovizioso segue al 14%. Se Marquez conquisterà il titolo, Ducati potrebbe diventare la prima Casa dell’era MotoGP, escludendo il periodo delle 500, a centrare cinque mondiali piloti consecutivi.
Marquez sceglie il rischio calcolato
Marc ha rinunciato alla gara di kart prevista nel fine settimana. La sua ammissione, “sono egoista”, fotografa una decisione comprensibile: un infortunio durante un appuntamento promozionale sarebbe stato difficile da accettare per tutti, soprattutto nel pieno della lotta iridata.
Resta però aperta una questione più ampia. I piloti chiedono da tempo un ruolo più incisivo nelle decisioni che riguardano la categoria, ma finora non sono riusciti a pesare davvero. E, tra le curiosità del fine settimana, rimane anche quella sul misterioso sosia comparso nell’ambiente del paddock.
Il duello che può infiammare il finale
Le aspettative sulla sfida tra Marquez e Jorge Martin meritano il massimo dei voti. In Giappone i due hanno dimostrato di avere qualcosa in più rispetto agli avversari: Martin si è preso la pole, mentre Marquez ha risposto con un sorpasso deciso alla prima curva della gara breve.
La domenica il pilota Pramac ha reagito allo scatto iniziale, ma Marquez è riuscito comunque a imporre il proprio ritmo e a conquistare la vittoria. Martin ha chiuso secondo, conservando due punti di margine sul rivale nella classifica generale. Il confronto ricorda quello visto tra Bagnaia e Martin nel 2023 e nel 2024, ma con una differenza importante: allora gli incroci diretti furono pochi e concentrati soprattutto nelle fasi iniziali delle gare.
Marquez al massimo, Martin sempre concreto
A Marquez è difficile assegnare un voto diverso dal 10. Dal ritorno al Mugello ha commesso pochissimi errori e, anche quando la situazione si è complicata, ha sfruttato quasi tutto il potenziale a disposizione. In Austria, per esempio, il problema ai freni non dipese da lui, eppure riuscì a ritrovare rapidamente sicurezza dopo averla persa più volte in staccata.
Non è necessariamente il Marquez più forte di sempre, ma sembra quello capace di valorizzare meglio ogni occasione. Negli anni dei titoli 2016, 2017 e 2018 riusciva a imporsi anche con una moto considerata inferiore; oggi, invece, appare diverso e già nella scorsa stagione aveva mostrato questa evoluzione.
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Martin riceve un 9. La pole è stata di alto livello, così come la gara breve, nonostante il calo della gomma e la perdita della seconda posizione per il passaggio sul verde. Il secondo posto della domenica è stato solido e prezioso: vince meno del rivale, ma raramente spreca ciò che ha tra le mani. Il rendimento in Oriente conferma inoltre la sua efficacia su questo tipo di tracciati.
Bezzecchi e Bastianini ritrovano ritmo
Marco Bezzecchi merita 7. Per la terza volta negli ultimi quattro appuntamenti ha concluso la gara domenicale al terzo posto. A inizio anno sembrava il riferimento del gruppo, mentre ora resta da capire se il podio rappresenti la sua nuova dimensione abituale.
Enea Bastianini torna invece a farsi vedere con due rimonte di grande spessore, entrambe terminate ai piedi del podio. Il 4° posto non racconta completamente la sua prestazione domenicale: tra il 20° e il 23° giro ha inanellato quattro tornate veloci consecutive, mostrando un passo sorprendente nella parte finale.
Il voto per Bastianini è 9. Il suo rientro ha restituito spettacolo e lascia aperta la possibilità di altre prestazioni simili nel corso dell’anno. In prospettiva, resta anche l’attesa per il suo approdo in Aprilia, con una moto di fatto ufficiale e l’obiettivo di tornare a lottare per il successo.
Esordiente sul podio, Alex spreca tutto
Diogo Moreira si prende 8 grazie al podio nella gara breve. Il giovane pilota Honda continua a raccogliere consensi per applicazione, talento, disciplina e capacità di imparare rapidamente. Gli episodi favorevoli hanno avuto un peso, dal passaggio sul verde di Martin e Bastianini all’incidente provocato da Alex Marquez, ma Moreira era comunque nella posizione giusta per approfittarne.
Alex Marquez ha compromesso la propria Sprint poco dopo la partenza, coinvolgendo anche altri piloti. Fabio Di Giannantonio ha pagato le conseguenze fisiche dell’impatto anche nella gara successiva, mentre il responsabile dell’errore ha ricevuto due penalità di tipo LLP. Per il suo fine settimana non serve aggiungere un voto: il bilancio è già chiaramente negativo.
Di Giannantonio ha corso la domenica in condizioni difficili, descrivendo la sensazione al fianco come quella di avere un “coltello nelle costole”. Un’immagine sufficiente a spiegare quanto abbia inciso la botta subita nella gara breve.
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