Douvrin, Stellantis ferma la fabbrica dopo 55 anni
L’impianto francese ha prodotto 52 milioni di motori ed è stato sostituito dal polo per batterie di Automotive Cells Company
Lo stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, ha chiuso dopo 55 anni di attività. La Française de Mécanique, nata dall’intesa tra Peugeot e Renault, ha interrotto definitivamente la produzione di motori.
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La fine dello stabilimento
Avviato nel 1969 e operativo dal 1971, il complesso aveva rappresentato una risposta alla crisi occupazionale seguita alla chiusura delle miniere nella zona di Lens. Nei periodi di maggiore attività lavorava senza interruzioni, su 140 ettari, con circa 6.800 addetti impegnati ogni giorno e una capacità di 10.400 motori al giorno.
Nel corso della sua storia il sito ha realizzato complessivamente 52 milioni di propulsori a benzina e diesel. Il ridimensionamento era cominciato nel 1991, seguito dalla chiusura della fonderia a metà degli anni Duemila e dal trasferimento sotto Stellantis nel 2021.
Reparti vuoti e produzione trasferita
Negli ultimi mesi l’area operativa era scesa a circa 30 ettari. Al suo interno erano rimasti soltanto una sessantina di lavoratori, mentre la catena di montaggio aveva cessato l’attività già a luglio. Alcune attrezzature sono state smaltite; altre sono state trasferite in stabilimenti Stellantis situati in Francia e in altri Paesi europei.
Henri Davroux, entrato in fabbrica nel 1970 e andato in pensione nel 2004 dopo aver lavorato nel controllo qualità, ha ricordato il legame costruito negli anni: «Era una grande famiglia, una buona azienda». Tornando oggi nell’impianto, ha aggiunto, «ti viene solo da piangere».
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La riconversione alle batterie
La chiusura è stata collegata da Stellantis alla transizione verso i veicoli elettrici. Proprio davanti ai vecchi ingressi, dal 2021, il gruppo ha sostenuto insieme a Mercedes-Benz e TotalEnergies la realizzazione della Gigafactory di Automotive Cells Company, destinata alle batterie al litio.
Per accompagnare la riconversione sono stati mobilitati 1,3 miliardi di euro di risorse pubbliche: 800 milioni dallo Stato e 121 milioni dagli enti regionali e locali, oltre agli altri finanziamenti previsti dal progetto. Stellantis ha respinto l’ipotesi di lavoratori esclusi dalla trasformazione: «Nessun lavoratore è stato “lasciato a terra”».
Esodi e nuovi posti di lavoro
L’intesa entrata in vigore nel 2025 ha previsto trasferimenti, pensionamenti anticipati e strumenti di mobilità. Secondo la dirigenza, le misure hanno consentito di gestire il bacino di circa 1.500 dipendenti presente nel 2021.
La nuova fabbrica di batterie dichiara oggi 2.000 occupati e prosegue il proprio ampliamento. Il sito dei motori, invece, ha concluso lo smantellamento lasciando spazio al nuovo polo industriale.
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