A Wolfsburg si ferma la Golf elettrica, lancio confermato nel 2030
Il debutto previsto per il 2030 non dovrebbe slittare, nonostante i tagli e la crisi dei conti del gruppo
Volkswagen ha fermato a Wolfsburg i lavori sulla Golf elettrica per contenere le spese, ma il debutto previsto per il 2030 non dovrebbe cambiare.
GioiaPura
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Le regole europee sotto esame
La difficoltà dell’industria automobilistica europea con i modelli a batteria alimenta da tempo il confronto sulle norme che fissano al 2035 lo stop alle nuove auto con motore termico. La Germania, dopo aver sostenuto con decisione la transizione elettrica, spinge ora per rivedere alcuni passaggi della disciplina.
Il dossier deve passare dal Trilogo, il negoziato tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea. L’intesa richiede il coinvolgimento dei 27 Stati membri e rende più complesso modificare un impianto normativo già definito.
Fabbriche e investimenti negli Stati Uniti
Nel frattempo, il gruppo Volkswagen programma riduzioni della produzione e dell’organico in Europa. Audi ha invece annunciato un investimento da 4 miliardi di dollari per un nuovo impianto negli Stati Uniti, un progetto presentato durante un appuntamento elettorale di Donald Trump prima del via libera del consiglio di amministrazione.
La scelta ha accresciuto il malcontento tra i lavoratori tedeschi. Secondo il testo interno, le politiche protezionistiche e i dazi statunitensi stanno favorendo lo spostamento di capitali verso gli Usa, con effetti sull’occupazione e sull’indotto europeo.
I conti difficili di Wolfsburg
Lo stabilimento della Bassa Sassonia registra uno scostamento di 300 milioni di euro rispetto all’obiettivo fissato per la riduzione dei costi. Giovedì 29 ottobre Volkswagen ha inoltre comunicato la perdita trimestrale più pesante da oltre dieci anni e ha chiesto ai sindacati di appoggiare il piano di ristrutturazione.
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Il programma prevede il taglio di 100.000 posti di lavoro e la possibile chiusura di quattro fabbriche in Germania. IG Metall valuta scioperi dal 1° gennaio, mentre dipendenti e rappresentanti sindacali contestano la rinuncia a salari, premi e altri vantaggi maturati negli anni.
La Golf elettrica verso il 2030
Thomas Schaefer, amministratore delegato del marchio, ha spiegato in una nota interna: «So cosa significa la Golf per Volkswagen e per Wolfsburg. Ecco perché questa decisione non è stata affatto facile per noi». Poco dopo ha aggiunto: «Semplicemente non possiamo permetterci questo lavoro in questo momento».
Il progetto aveva già accumulato un ritardo rispetto alla prima scadenza del 2026. La pausa non dovrebbe però provocare un ulteriore rinvio: Volkswagen ritiene di poter recuperare il tempo perduto e arrivare pronta al 2030.
La ID. Golf sarà tra i primi modelli basati sull’architettura SSP, destinata a essere utilizzata da diversi marchi del gruppo. La piattaforma dovrebbe ridurre la complessità tecnica e i costi di fabbricazione, sostenendo l’offerta elettrica del costruttore tedesco mentre i produttori cinesi aumentano la loro presenza in Europa.
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