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Cinture, il trucco non basta più: la tecnologia che vede come le indossi

Il nuovo sistema di ZF Lifetec usa filati leggibili agli infrarossi per riconoscere anche le cinture sistemate in modo scorretto.

La tecnologia è già pronta per passare dalla sperimentazione alle automobili di serie. ZF Lifetec ha infatti avviato la produzione di una cintura capace di dialogare con i sistemi di controllo dell’abitacolo e di verificare non soltanto se il nastro è agganciato, ma anche la sua posizione sul corpo.

L’obiettivo è arrivare a coprire ogni sedile della vettura, mentre il progetto si inserisce nella strategia Vision 2030 di Euro NCAP, orientata a rafforzare la protezione degli occupanti. Per chi indossa la cintura sotto l’ascella o la fa passare dietro la schiena, il margine per eludere gli avvisi potrebbe quindi ridursi sensibilmente.

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Il nastro diventa riconoscibile

Il funzionamento dipende da una particolare lavorazione dei filati. All’interno della cintura vengono inseriti materiali con caratteristiche ottiche specifiche, in grado di produrre una traccia facilmente distinguibile dalle telecamere a infrarossi.

Grazie a questa firma visiva, il nastro rimane identificabile anche al buio, in galleria o quando l’illuminazione cambia rapidamente. La lettura dovrebbe inoltre risultare più affidabile nel caso in cui il passeggero indossi abiti con colori simili a quelli della cintura.


Quando il segnale non basta più

I sensori tradizionali si limitano soprattutto a controllare l’inserimento della linguetta nella fibbia. Questo consente di simulare un corretto allacciamento, pur lasciando la fascia in una posizione che non garantisce la protezione prevista.

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Le telecamere a colori, dal canto loro, possono perdere precisione per effetto della scarsa luce, dei riflessi sul parabrezza o di ostacoli visivi. Il nuovo sistema affida invece agli algoritmi il controllo del percorso compiuto dalla cintura sul corpo: se il nastro finisce sotto il braccio o dietro la schiena, l’anomalia può essere rilevata e segnalata.


Le nuove regole alzano l’asticella

Secondo ZF Lifetec, la soluzione è già compatibile con i requisiti fissati da Euro NCAP per gli avvisi luminosi e acustici destinati a chi utilizza male la cintura. L’elettronica di bordo non deve quindi limitarsi a stabilire se la fibbia è chiusa, ma deve valutare la reale configurazione del sistema di ritenuta.

Il contesto normativo europeo ha accelerato questo passaggio. Dal 7 luglio, gli standard sulla sicurezza a bordo hanno previsto sistemi di monitoraggio basati su telecamere per le nuove immatricolazioni, con funzioni rivolte anche al rilevamento della stanchezza e delle distrazioni. Euro NCAP ha così iniziato a considerare in modo più preciso un aspetto finora poco valutato nei test: non soltanto la presenza della cintura, ma il modo in cui viene effettivamente portata.

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