Auto elettriche, la svolta passa dalle Regioni: la richiesta a Bruxelles
Il Comitato europeo delle Regioni chiede fondi, infrastrutture capillari e regole stabili per accompagnare la trasformazione dell’industria automobilistica.
Il successo della mobilità elettrica non dipenderà soltanto dagli obiettivi ambientali fissati dall’Unione europea. Per i rappresentanti locali e regionali, la transizione potrà avanzare solo se sarà sostenuta da prezzi accessibili, reti di ricarica diffuse e aiuti destinati ai territori più esposti alla ristrutturazione economica.
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Il nodo resta l’accessibilità
La posizione è contenuta in un parere approvato durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, riunita a Bruxelles. Il documento, firmato dalla presidente della Navarra María Chivite, sollecita un percorso verso le emissioni zero che sia comprensibile, stabile e prevedibile per istituzioni, imprese e cittadini.
Secondo il parere, l’elettrificazione rappresenta una strada decisiva per ridurre l’impatto ambientale del trasporto su strada. Tuttavia, la sua affermazione richiede che i veicoli elettrici siano economicamente raggiungibili e che la ricarica sia disponibile in modo omogeneo nei diversi territori, così da favorire una domanda sufficiente in tutta l’Unione.
Più fondi e ricariche ovunque
I componenti del Comitato chiedono quindi un rafforzamento delle risorse finanziarie a disposizione dei produttori, chiamati a rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni. L’intervento, nelle intenzioni dei rappresentanti regionali, dovrebbe accompagnare sia la trasformazione industriale sia le aree che rischiano di essere maggiormente coinvolte dai cambiamenti economici.
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Nel documento viene ribadito che «l’accessibilità economica e l’accesso alle infrastrutture di ricarica sono condizioni essenziali per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici». La rete, inoltre, non dovrebbe concentrarsi soltanto nei mercati più avanzati: le colonnine dovranno essere assicurate «in tutte le regioni».
Produzione europea senza nuovi ostacoli
Il parere accoglie anche con favore l’idea di privilegiare la produzione interna all’Unione nel comparto automobilistico. Questo orientamento viene considerato uno strumento utile per consolidare la manifattura europea e rendere più solide le catene di fornitura.
I rappresentanti locali chiedono però che l’applicazione della misura sia equilibrata e facilmente prevedibile. L’obiettivo è evitare che il rafforzamento della produzione europea si traduca in ulteriori adempimenti burocratici per aziende e territori.
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