Chiaravalle, officina fantasma: sequestrate 16 moto e 400 attrezzi
La Guardia di Finanza ha bloccato un’attività priva di autorizzazioni, trovando anche rifiuti pericolosi e ricambi nei locali sottoposti a sequestro.
Sedici motocicli ancora in lavorazione, centinaia di strumenti e interi locali destinati alla riparazione dei veicoli: è quanto hanno trovato i militari della Guardia di Finanza in una struttura di Chiaravalle, in provincia di Ancona. L’attività, secondo gli accertamenti, operava senza autorizzazioni e presentava irregolarità sia amministrative sia ambientali.
Un’attività senza autorizzazioni
L’intervento è stato eseguito dalla Compagnia di Falconara Marittima durante i controlli sul territorio coordinati dal Comando Provinciale di Ancona. Le verifiche hanno portato a identificare il sito come un’autofficina esercitata completamente al di fuori delle regole previste per il settore.
All’interno erano presenti 16 motoveicoli sui quali risultavano già iniziati lavori di manutenzione. Gli investigatori hanno inoltre rilevato la presenza di rifiuti classificati come pericolosi e non pericolosi, elemento che ha fatto scattare ulteriori contestazioni legate alla gestione e alla tutela dell’ambiente.
Il materiale finito sotto sequestro
Oltre alle moto, il provvedimento ha interessato macchinari e ponti sollevatori utilizzati per gli interventi. Sono stati bloccati anche più di 400 strumenti e componenti, tra cui trapani, cacciaviti, chiavi inglesi, pneumatici, motori e ricambi nuovi e usati.
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Il sequestro ha coinvolto anche i locali, gli arredi e l’intero complesso aziendale. La misura è stata adottata per evitare che l’attività potesse proseguire nonostante l’assenza dei requisiti e delle autorizzazioni necessari.
Sanzioni fino a oltre 15mila euro
Le violazioni contestate prevedono sanzioni amministrative comprese tra 5mila e oltre 15mila euro. A queste somme potranno aggiungersi gli effetti previsti dalla normativa per gli illeciti ambientali riscontrati durante l’ispezione.
Resta da definire anche l’aspetto fiscale. La Guardia di Finanza procederà infatti alla ricostruzione della base imponibile non dichiarata, passaggio dal quale potranno derivare ulteriori sanzioni di natura tributaria.
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