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Motori 3 min di lettura1 ora fa

CFMOTO 1000 MT-X, la prova senza sconti: 1200 km tra le montagne

La maxi enduro cinese affronta il Transitalia Marathon 2026 con Fabio Fasola: consumi, comfort, sospensioni e comportamento sui terreni più impegnativi.

Trecentottanta partecipanti, percorsi di diversa difficoltà e il supporto di nomi come Beppe Gualini: il Transitalia Marathon 2026 ha offerto lo scenario ideale per verificare le capacità della CFMOTO 1000 MT-X. A seguirne il comportamento c’era anche Fabio Fasola, riferimento dell’enduro italiano.

Per affrontare i circa 1200 km dell’evento, distribuiti su quattro giornate e con una quota di fuoristrada vicina al 70%, sono bastati pochi interventi. Sulle pedane sono stati rimossi i gommini, mentre leve e pneumatici sono stati adattati al percorso. La destinazione finale era Termoli, dopo l’attraversamento dei paesaggi del Molise.

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Pneumatici e assetto fanno la differenza

La scelta è caduta sulle Dunlop D908RR, gonfiate a una pressione leggermente più alta per ridurre il rischio di pizzicature. Il battistrada anteriore, molto specializzato, e la struttura rinforzata della gomma posteriore hanno assicurato presa e resistenza per l’intero itinerario.

Anche nei tratti più sconnessi la 1000 MT-X ha mostrato una risposta facile da gestire. La forcella da 48 mm, con 230 mm di escursione, nasce con una regolazione piuttosto morbida, soluzione indicata soprattutto per chi si avvicina gradualmente alla guida fuori strada. La regolazione completa dell’elemento permette comunque di aumentare il sostegno con pochi interventi.


Il motore punta sui grandi viaggi

Secondo Fabio Fasola, la nuova cilindrata si rivolge soprattutto a chi percorre lunghe distanze con bagagli e passeggero, mentre la 800 resta più adatta a chi cerca una guida fuoristradistica vivace e immediata. Il propulsore della 1000 lavora con grande elasticità ai regimi inferiori e consente di contenere il consumo di carburante.

Nel corso della prova sono stati sfiorati i 25 km con un litro. Insieme alla capacità del serbatoio, questo dato offre un’autonomia notevole, anche se nella seconda metà dell’indicatore la discesa del livello appare poco progressiva. Il motore, inoltre, conserva una spinta regolare e aiuta a uscire dalle curve anche quando la marcia inserita non è quella ideale.


In piedi la guida diventa più sicura

La posizione di guida presenta un compromesso legato soprattutto alla triangolazione tra sella e pedane. L’altezza complessiva è paragonabile a quella delle concorrenti, ma la distanza verticale leggermente ridotta porta a mantenere le ginocchia più raccolte. Per i motociclisti di statura elevata, il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta può risultare meno naturale.

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Una volta sollevati sulle pedane, però, il comportamento cambia. «Una volta in piedi la moto si guida molto bene, diventa maneggevole e, tra virgolette, “arrogante”, dandoti grande sicurezza», ha spiegato Fasola durante il test. Nei cambi di carico longitudinali la risposta è rapida e l’avantreno trasmette una sensazione di controllo anche sui passaggi più impegnativi.


Freni e protezione convincono

L’impianto con doppia pinza Brembo ha affrontato senza cali le lunghe discese appenniniche. Dischi e pinze hanno raggiunto temperature elevate, ma la corsa della leva e la capacità di arresto sono rimaste costanti per tutta la prova.

Anche la protezione dal vento si è dimostrata efficace. Il cupolino può essere spostato con una sola mano mentre si viaggia e devia l’aria al di sopra del casco. Il pannello tattile verticale, invece, può interferire con il supporto posteriore destinato a navigatore o telefono: l’inclinazione dei dispositivi va quindi scelta con attenzione per non nascondere la strumentazione.


Una maxi enduro per il viaggio

Il test ha chiarito la collocazione della 1000 MT-X all’interno della gamma CFMOTO. La moto privilegia autonomia, fluidità e capacità di affrontare trasferimenti a pieno carico, senza rinunciare alla possibilità di affrontare percorsi sterrati impegnativi.

L’edizione 2026 del Transitalia Marathon, organizzata da Mirco Urbinati, ha proposto tracce Plain, Complex e un itinerario stradale, con livelli di difficoltà differenti. La manifestazione, considerata un appuntamento di riferimento europeo, ha potuto contare anche sull’esperienza di Beppe Gualini.

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